Specchia è uno dei “Centro borghi più belli d’Italia”, ubicato nella parte interna del Salento, distante da Lecce circa 50 Km.

Posto in posizione più alta, domina il territorio circostante. Vale la pena, nel corso di una vacanza in queste zone, programmare una gita a Specchia che, sebbene non si trovi sul mare come gran parte delle più rinomate località salentine, saprà incantare con la sua discreta bellezza.

Nei secoli ha conservato il tipico assetto urbanistico medievale, come appare evidente percorrendo le sue stradine, le scalinate e le piazze che compaiono all’improvviso, circondate da case imbiancate con la calce. Specchia deve il suo nome ai Messapi. Infatti con il termine di “specchie” venivano indicate le costruzioni in pietra che quella popolazione usava per la sepoltura dei guerrieri oppure come torri per l’avvistamento dei nemici. Già questo, quindi, indica un’origine molto antica.

La storia di Specchia

Secondo documenti storici, Specchia nacque intorno al IX secolo, per volontà di un gruppo di contadini stanchi delle continue incursioni dei Saraceni lungo le coste del Salento, che ogni volta lasciavano dietro di sé scie di sangue e miseria. A questo, poi, andavano aggiunte le dure lotte fra i feudatari del luogo. Ognuno di loro era intenzionato a conquistare un numero sempre maggiore di terre per aumentare il proprio potere. Così la popolazione costiera, sempre più stremata, iniziò a colonizzare le grotte e le cavità carsiche tentando di trovare un riparo sicuro; il numero aumentò progressivamente finché, sulla collina dove oggi sorge Specchia, non vennero costruite vere e proprie mura e strutture difensive. Di queste antiche costruzioni rimane ben poco.

Agli inizi dell’anno Mille tutta quella zona era sotto il dominio Normanno. Specchia fu assegnata ad una famiglia di feudatari. Successivamente con il passare dei secoli, passò di proprietà in proprietà, fino a giungere agli inizi del 1800, quando venne abolito definitivamente il feudalesimo. L’importanza di queste famiglie per lo sviluppo di Specchia è ancora testimoniata dal fatto che gran parte delle strade sono intitolate ai signori del feudo.

Specchia Salento

Cosa vedere a Specchia

Il modo migliore per conoscere questo borgo è proprio passeggiare fra i suoi vicoli alla ricerca di qualche particolarità che, magari, nessuna guida turistica descrive.

Puoi soggiornare qui, scegliendo un B&B nel borgo o un Hotel in campagna, come l’Hotel Salento e poi visitare la cittadina salentina in comodità. A Piazza del Popolo, proprio nel centro del paese, sorge il Castello Risolo, edificato in tufo nel XVI secolo e modificato in epoche successive. Esso è un palazzo imponente con una struttura fortificata, dove spiccano due torrioni ed un portale sul quale sono visibili due statue ed uno stemma. Il Castello è utilizzato per eventi, manifestazioni e celebrazioni di matrimoni. Continuando nella passeggiata si giunge a Porta Lecce, nelle cui immediate vicinanze sorge, in posizione rialzata rispetto alla strada, la Chiesa della Madonna Assunta, risalente al Seicento ed al cui interno si trovano varie opere di pregio.

Volendo continuare il tour delle architetture religiose, si possono visitare le Chiese di San Nicola di Mira e di Sant’Eufemia, il cui interesse è data da fatto che sono due edifici di epoca medievale.

La Chiesa della Madonna del Passo, invece, ha origini bizantine e fu adibita a chiesa verso la fine del Cinquecento; oltre ad un prezioso dipinto di una Madonna con Bambino, essa custodisce un interessante ipogeo nel quale si possono ammirare affreschi originali. A Specchia c’è anche un Museo della Civiltà Contadina e Artigianale. Il Museo ha dedicato una sezione alla salvaguardia del territorio e delle energie rinnovabili come elemento imprescindibile dello sviluppo locale e rurale nel corso dei secoli. La sezione presente nel museo mette in evidenza lo stretto rapporto che ha sempre caratterizzato questa popolazione e l’ambiente.

Itinerari insoliti

Specchia sorge su una collina circondata da uliveti. Questo legame con la terra, che la distingue da secoli, è testimoniata dai frantoi ipogei. I frantoio si sviluppano sotto il paese e rappresentano un itinerario un po’ diverso dal solito. In paese ce ne sono ben quattro: Francescani Neri, Cicca, Perrone e Scupola e vennero realizzati dai 3 ai 5 metri, sotto il livello della strada, indicativamente, tra il XV ed il XIX secolo.

I costi inferiori portano alla costruzione dei frantoi sottoterra. Inoltre la produzione di olio doveva avvenire a temperatura costante, caratteristica che, in questo modo, si poteva realizzare più facilmente. Grazie alla Proloco è possibile partecipare a visite guidate attraverso i frantoi ipogei per conoscere le antiche tecniche di produzione e la storia di queste particolari strutture.

In località Magnone, a poca distanza dal centro abitato, inoltre, si trova una rigogliosa pineta costituita prevalentemente di pini d’Aleppo, pini domestici e lecci, frutto di una grande opera di rimboschimento che ha reso quest’area molto piacevole da visitare. Potrebbe essere l’occasione giusta per trovare un po’ di fresco durante le ore più calde della giornata.