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Viterbo: Aree Archeologiche


Le sorgenti termali
Furono gli Etruschi a scoprire le proprietà benefiche e miracolose delle acque termali di Viterbo, attribuendo tali proprietà ad una loro divinità, verso la quale praticavano il culto. Quando i Romani conquistarono la città cacciando gli Etruschi,, nel 310 a.C., scoprirono le sorgenti termali e vi costruirono palazzi signorili e terme, dove potersi curare e rendere più piacevole l'ozio.
In prossimità delle sorgenti rimangono le vestigia degli edifici, dove illustri personalità soggiornarono per curarsi: Papa Gregorio IX nel 1350, papa Niccolò V nel 1450, Michelangelo nel '500, e Dante descrisse il Bullicame nel "canto dell'inferno".
I bagni vennero distrutti più volte, nel 1450 dai Lanzichenecchi e, nel 1706, da una grande inondazione. Oggi le terme rappresentano un fiore all'occhiello per la città, una grande risorsa naturale sfruttata grazie all'impegno di imprenditori e specialisti per la cura, prevenzione, riabilitazione e recupero della forma fisica.

Ruderi Romani - Terme Bagnaccio
Ruderi Romani in prossimità del Bagnaccio
Il Bagnaccio,
zona caratterizzata dalla presenza di sorgenti di acque termali raccolte da tre vasche relativamente grandi dove è possibile bagnarsi anche in inverno. Nei dintorni, ruderi di edifici romani. La zona è raggiungibile percorrendo la str. Cassia nord e deviando al Km 88, direzione Marta e dopo circa un chilometro voltare a sinistra su una strada sterrata che vi porterà sul posto.

Terme del Palliano,
usciti da Viterbo, direzione Vetralla, percorrendo la str. Cassia sud per circa 7 chilometri si trova una stradina sulla destra prima di incrociare il raccordo con la superstrada dove sono visibili ruderi romani, probabilmente di vecchi edifici adibiti a terme, e vasche di acque termali dove grazie alla elevata temperatura è possibile bagnarsi anche in inverno.


Le aree archeologiche

Castel d'Asso Necropoli Etrusca
Castel d'Asso (foto grande)
Ferento (foto piccola)
Castel d'Asso, in prossimità delle terme si estende una considerevole zona archeologica con resti di vari insediamenti etruschi, romani e medievali. In un ambiente estremamente suggestivo troverete una notevole concentrazione di tombe rupestri, dal IV al II sec. a.C., tra le pi&ugrav; importanti dell'Etruria.
Il complesso è facilmente raggiungibile, deviando dalla via Cassia al Km. 83 per Tuscania, al terzo chilometro circa girate a sinistra seguendo le indicazioni per Castel d'Asso.

Ferento
Città di origine etrusca che raggiungendose il suo massimo splendore nel periodo imperiale. Di quella che era una ricca città, rimangono poche ma pregiate vestigia, come il meraviglioso anfiteatro romano tuttora sfruttato per spettacoli e concerti.
Per la visita rivolgersi al Museo Nazionale di Viterbo Tel. 0761/325929.

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Carabinieri: 0761353542
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