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STORIA

Le origini di Venezia hanno costituito per secoli un vasto campo di ricerca per gli storici. Il primo documento è una lettera di Cassiodoro del 537, in cui si accenna alle isole abitate.
Quando nel 639 il re longobardo Rotari assale Oderzo e Altino, il vescovo Mauro si rifugia a Torcello; in quello stesso anno viene iniziata la costruzione della cattedrale di Torcello. Nel 776 il vescovo sposta la sua sede all'isola di Olivolo e da allora inizia la concentrazione degli abitanti verso l'isola centrale detta Rivoalto (Rialto). Con il trattato di Aquisgrana dell'814 si definisce la spartizione dei territori tra Franchi e Bizantini: le lagune restano territori di influenza bizantina e viene riconosciuta l'autorità del Doge e potrebbe essere questa la data di nascita dello Stato dei Veneti. Fu punto settentrionale dei commerci bizantini verso l'Europa aggiuntisi a quello del sale. Nel X sec. vengono stipulati i primi patti con le comunità istriane, ma bisogna attendere il dogato di Orseolo II per vedere assicurata la via tra le isole dalmate, grazie alla guerra vittoriosa contro le popolazioni narentine. Più tardi le forze congiunte di Bisanzio e di Venezia sconfiggeranno i Normanni. Siamo nell'anno 1082 e ormai Venezia tratta con Bisanzio da potenza autonoma.
La sicurezza sul mare e la politica di mediazione tra il Papato e l'lmpero le permettono di intrecciare relazioni con i due schieramenti opposti. Il momento di maggior potenza viene raggiunto da Venezia nel periodo delle Crociate, quando la città si impegna a trasportare i Crociati gratuitamente purché, prima di giungere a Gerusalemme, passino per Zara e poi per Bisanzio. Venezia ottiene così la quarta parte delI'lmpero Bizantino che comprendeva le isole loniche, Durazzo, I'Eubea, Candia, Gallipoli, il Peloponneso e una parte di Costantinopoli. A ciò si aggiungono i quartieri di altre città utilizzati come centri commerciali, nel Mediterraneo come nel Mar Nero, nel Mare d'Azov e nel Golfo Persico. Le enormi ricchezze accumulate si traducono ben presto in chiese, palazzi, edifici pubblici. Le flotte veneziane sono costituite da centinaia di imbarcazioni e in città vi sono laboratori artigianali che trasformano le merci grezze in raffinati prodotti di consumo. Anche la strttura amministrativa si evolve assumendo sempre più la caratteristica di uno stato aristocratico. Con la "serrata del Maggior Consiglio" del 1297 viene ristretto il numero delle famiglie che esercitano il governo: in pratica, solo gli appartenenti al patriziato potranno accedere alle cariche pubbliche. Accanto al Doge, vanno assumendo più potere il Maggior Consiglio, il Consiglio dei Dieci e altri organi statali la cui importanza varia nel tempo. Del resto, la ferrea organizzazione degli organi statali mira a impedire avventure assolutistiche come quelle, non riuscite, di Biamonte Tiepolo del 1310 e di Martin Faliero del 1355.
La crescita di Venezia crea attriti con le altre Repubbliche marinare italiane, in particolare con Genova. I primi scontri avvengono nel 1277 e da allora è un susseguirsi di guerre. Il momento cruciale inizia nel 1372: le due flotte si scontrano più volte, con esiti alterni, finché Venezia sconfiggerà a Chioggia, in modo definitivo, la rivale. Successivamente Venezia rende sicure le difese di terra occupando in pochi anni dapprima Treviso, poi Padova e Vicenza, e più tardi Verona, Feltre, Belluno e Bassano, portando addirittura i suoi confini fino alle Alpi. Dopo una lunga guerra con i Visconti di Milano, Venezia occupa anche Brescia e Bergamo e infine, nel 1420, pone fine al Ducato Patriarcale di Udine annettendosi la città e tutto il Friuli. Con la pace di Lodi del 1454 i confini di Venezia vengono posti sull'Adda e tali resteranno fino alla fine della Repubblica. L'espansione sulla terraferma non si traduce peraltro in un'occupazione dei territori, ma in una sorta di progressiva assimilazione poiché i patrizi veneziani acquistano vaste estensioni di terreno che bonificano e avviano a colture specializzate per il fabbisogno della città. Molti nobili costruiscono così le residenze dove soggiornano durante l'epoca dei raccolti: inizia in questo modo la cosiddetta civiltà delle Ville Venete.
Per difendere i suoi commerci Venezia è costretta a una serie di guerre contro l'espansione dei Turchi. Dalla caduta di Costantinopoli in poi i rapporti con il mondo musulmano si fanno sempre più difficili. Nonostante alcune vittorie, anche clamorose come quella di Lepanto, Venezia deve subire la lenta, ma inesorabile, erosione del suo vasto impero. Il pericolo di vedere diminuite le difese naturali della città spinge il Senato veneziano a realizzare un grandioso intervento di idraulica: la deviazione dei fiumi che sfociavano nella laguna, e cioè del Brenta, del Bacchiglione, del Sile e del Piave.
La scoperta della via delle Indie mette in crisi i traffici veneziani attraverso il Mar Rosso, a favore degli itinerari gestiti dai Portoghesi e dagli Olandesi. L'avvio dei traffici con le Americhe penalizza definitivamente Venezia. Nonostante l'avviata decadenza, la città rimane ancora uno dei luoghi più vivaci d'Europa. I resoconti dei viaggiatori stranieri confermano dello splendore e del livello culturale della città: i teatri e le feste civili e religiose tengono occupati i patrizi tutto l'anno. Inoltre Venezia è ancora una città tollerante e, relativamente, libera d'Europa.
L'arrivo della Rivoluzione Francese in Italia non coglie del tutto impreparato il Senato Veneto, ma questo non trova la forza di reagire: nel corso di una drammatica seduta la Repubblica si autoscioglie, dichiarando decaduta la sua costituzione.
Napoleone ha intanto già ceduto parte dei territori di Venezia all'Austria col Trattato di Campoformio del 1797.
Dopo le tumultuose vicende napoleoniche, col Trattato di Vienna lo Stato Veneto viene annesso all'Austria e il porto viene soppiantato da quello di Trieste. In città si vanno intanto diffondendo nuove idee politiche sotto la spinta di Daniele Manin e di Niccolò Tommaseo. E, appena giunge a Venezia la notizia dei moti di Vienna, la città insorge e scaccia gli Austriaci, proclamando dapprima la Repubblica e poi l'unione con il Piemonte. Dopo la sconfitta di Novara, la città resiste all'assedio austriaco per cinque mesi. L'unificazione con le altre province italiane avviene nel 1866. In tempi più recenti, due avvenimenti, avviati a breve distanza l'uno dall'altro, ripropongono un ruolo nuovo a Venezia: la Biennale d'Arte Moderna e la creazione della zona industriale di Mestre-Marghera.

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