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Regione Umbria - Italia
Città di Castello : (comune)
Provincia Perugia
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Città di Castello è l'antica Tifernum Tiberinum, antico centro umbro non sottomesso dagli Etruschi. Fu cospicuo Municipio romano, ricordato da Plinio il Giovane che vi eresse un tempio. Verso il principio del IV sec. vi predicò il Vangelo S. Crescenziano legionario romano. È tradizione che Tiferno venisse distrutta da Totila e risorgesse per opera del Vescovo Florido. Sotto i Longobardi ebbe il nome di Castrum Felicitatis. Dopo il X sec. predomina il nome di Civitas Castelli. Costituitasi in comune fu alternativamente libera o soggetta alla Chiesa, a Perugia, a Firenze. Ebbe anche il dominio dei Pietramala e nel '300 quello di Branca Guelfucci; nel 1422 fu presa da Braccio Fortebraccio; finalmente dopo contese delle famiglie rivali Tarlati, Giustini e Fucci vi si stabilì nella seconda metà del '400 la Signoria dei Vitelli. La città passò con Cesare Borgia definitivamente alla Chiesa, ma di fatto continuò ad essere governata per tutto il 1500 dai Vitelli.

Da Vedere

Provenendo da Perugia, sulla destra appare l'imponente struttura degli ex Seccatoi del Tabacco (sede della Collezione Burri) e poco più avanti le vecchie mura medievali e il possente arco di Porta S. Maria Maggiore. Ancora più avanti, sulla sinistra, la Basilica di S. Maria Maggiore, ex voto di Niccolò Vitelli fu costruita tra il 1483-1509 dal capomastro Elia di Bartolomeo lombardo.
Passeggiando per Corso Vittorio Emanuele, sulla sinistra di Via Luca Signorelli appare l'austero, monumentale Tempio di San Domenico, opera trecentesca ad unica navata a tetto, coro a croce. Custodisce preziosi affreschi del XV sec. tra cui il S. Antonio Abate (1426) di Antonio Alberti da Ferrara e, nell'abside, il coro di Manno dei Cori (1435). Di fronte al Tempio sorge l'Ospedale con l'antica facciata del 1785.
Poco più avanti, al di là del muro che lo recinge, sorgeva il famoso giardino che faceva cornice alla facciata cinquecentesca del Palazzo Vitelli alla Cannoniera, il cui ingresso è situato al lato opposto, che si raggiunge fiancheggiando le vecchie mura della città. Il Vitelli, progettando il disarmo, sul luogo ove sorgeva la fonderia di cannoni, costruì uno dei cinque palazzi, detto appunto della Cannoniera eretto tra il 1521-1532, con aggiunte successive da Paola dei Rossi di San Secondo di Parma insieme all marito Alessandro Vitelli, celebre condottiero allora al servizio dei Medici, "affinché non perisse la memoria del loro nome e del loro valore". La ricca decorazione a graffito della facciata verso il giardino è opera di collaborazione del Vasari e del Gherardi, detto il Doceno, che affresca anche varie stanze della dimora gentilizia.
Pinacoteca Comunale
Nel Palazzo ha sede la Pinacoteca Comunale, seconda per importanza tra i Musei dell'Umbria. Tra le opere di maggiore interesse: la Maestà del Maestro di Città di Castello (principio del Xlll sec.); Madonna col Bambino del senese Giorgio di Andrea di Bartolo (1412) tavole di Antonio Alberti da Ferrara (1431), di Antonio Vivarini opere del Ghiberti (reliquiario di S. Andrea,1420), Signorelli (Martirio di S. Sebastiano,1498), Raffaello (Stendardo della SS. Trinità,1501 ca.), Raffaellino del Colle e Santi di Tito.

Da vedere anche, in piazza di sopra, incorniciata da palazzi cinquecenteschi è dominata dal Palazzo del Podestà, mutilo nella facciata di Nicola Barbioni (1687), e tuttavia integro nel lato costruito a piccoli conci di arenaria tra il 1324-1368 da Angelo d'Orvieto, su commissione dei Tarlati di Pietramala. Fondachi a sesto acuto con lunette fregiate di stemmi e preziose bifore ad arco semicircolare, con colonne binate intrecciate alla lombarda, danno alla facciata un aspetto singolare.
Stendardo della Trinità, Raffaello (1501)
Pinacoteca Comunale
Scendendo dal caratteristico Corso Cavour, si scorge il Palazzo dei Priori o del Comune, uno dei palazzi più belli della regione, costruito tra il 1322-1338. È di Angelo da Orvieto, lo stesso architetto del Palazzo dei Consoli a Gubbio (1333).
La Cattedrale di S. Florido è rinascimentale, di chiare forme fiorentine, consacrata nel 1540. Non si conosce l'architetto. Romanico, del XII-XIII secolo, è il campanile rotondo, di ricordo ravennate, che si può ammirare alla sua base risalendo Via del Modello. Gotico è il portale (c. 1339-1359), settecentesca la scalinata, suggestiva la chiesa sotterranea.
L'interno del Duomo, con affreschi del Pomarancio (c.1573), di Marco Benefial (1747) e con una prestigiosa tavola, la cosiddetta "Trasfigurazione" (1530) del Rosso Fiorentino, uno dei maggiori pittori della prima metà del '500, recuperata nei suoi alti valori cromatici dopo il recente restauro. Seicentesco è il soffitto a cassettoni, settecentesca la Cupola che, crollata a causa del terremoto, venne riedificata nel 1794, quindi affrescata da Tommaso Conca fino al 1815. La facciata (1632-1646) è incompiuta.
Famoso è il Musso del Duomo, che raccoglie opere preziosissime, tra cui il "Tesoro di Canoscio", rara collezione del V-VI secolo, d'immenso valore storico, che comprende piatti, vasi e oggetti eucaristici d'arte paleocristiana. Del XII secolo è il "Paliotto" d'argento parzialmente dorato. Opera di alto livello il Pastorale del XIV secolo (Goro di Gregorio e orafo senese c.1324) in argento, in parte dorato, a cesello e smalti.
Tra i dipinti del Museo, la Madonna col Bambino e San Giovannino è attribuita al Pinturicchio. Vari oggetti di oreficeria, tra cui alcune croci astili, un'organica collezione di "turiboli" dal Xll al XV secolo, la prima in Umbria.
Percorrendo Via del Popolo ci si affaccia su p.zza Raffaello Sanzio, dominata dalla chiesa di S. Francesco, tempio trecentesco con struttura a croce latina e ad unica navata centrale, absidi poligonali. L'interno è barocco (1707-1727). In uno degli altari laterali è stata collocata la copia dello "Sposalizio della Vergine", ivi dipinta da Raffaello nel 1504 ed oggi nella Galleria di Brera a Milano. Un tempo la Chiesa conservava anche l'Adorazione dei pastori (1496) di Luca Signorelli, oggi a Londra. In fondo alla navata è la Cappella Vitelli (1563) del Vasari, del quale è pure la tavola con l'lncoronazione della Vergine. ll Coro è del cinquecento. L'antica sala capitolare, con le ampie bifore, conserva una piccola raccolta d'arte e di suppellettili di culto.

Il quattrocentesco Palazzo Albizzini con le sue eleganti linee architettoniche è sede della prestigiosa "Collezione Burri", uno dei maggiori protagonisti d'Arte contemporanea. Dal 1990 la collezione si è arricchita con la donazione di 128 opere di grande formato che hanno trovato degna sistemazione negli ex Seccatoi del Tabacco.
Il cinquecentesco Palazzo Vitelli a S. Egidio, che Paolo Vitelli, valoroso condottiero al servizio di Carlo V, di Paolo lll e dei Farnese, fece costruire nella metà del '500. All'interno pregevoli affreschi attribuiti al Gherardi e a Prospero Fontana. La facciata a settentrione si specchia sulla fontana dell'ampio giardino. In fondo al giardino del Palazzo, sopra una muraglia di cinta, è posta la Palazzina Vitelli con l'elegante e suggestiva loggia affrescata dal Gherardi.
Al piano terra del Palazzo, sede della Biblioteca Comunale, è collocata la Raccolta Civica-Sezione Paleontologica e Archeologica, una delle più importanti in Umbria per la varia e vasta sua documentazione.
Itinerari religiosi dipartono dal Convento di S. Veronica (1660-1727) nella centralissima via XI Settembre, e dal luogo che ospitò la Beata Margherita della Metola, la Santa cieca (1287-1320), presso la Chiesa di San Domenico. Resta ancora molto da vedere.

Itinerari

Nei pressi della città, in località Garavelle, l'ex Villa Capelletti ospita il Centro di documentazione delle tradizioni popolari e delle botteghe artigiane: attrezzi propri del lavoro dei campi, aratri, carri, roncole, torchi, telai, caldai e mille altri oggetti indispensabili per la vita di tutti i giorni).
In posizione panoramica sulla verde collina di Belvedere, è il Santuario della Madonna costruito nella sua sobria forma barocca (1669-1684) da Antonio Gabrielli.
La Villa della Montesca, completamente restaurata, con il verde dei suo parco secolare e le efficienti strutture del Centro Soggiorno Studi e del Campeggio, offre al visitatore un confortevole riposo e una stupenda vista sulla Valle. La Villa è sede di un importante centro europeo per la formazione, con sale per convegni, congressi e ristorante annesso.

A 12 Km. sulla collina di Canoscio è la Pieve dei SS. Cosma e Damiano, della seconda meta del sec. XII, quindi, sulla sommità, il Santuario ottocentesco dove è custodita l'immagine della miracolosa Madonna del Transito e che oggi, con decreto papale, può fregiarsi del titolo di Basilica.

A Badia di Petroia è la monumentale Abbazia benedettina di S. Maria e S. Egidio del'XI-XII secolo. Ammirevole la vasta cripta. La chiesa, a pianta rettangolare, divisa in tre navate con colonnati, termina con tre absidi semicircolari, conserva numeroso materiale decorativo e costruttivo della primitiva costruzione preromanica ed altri elementi di spoglio, di epoca romana. Analogie decorative rimandano ad un altro monumento romanico presso la vicina Umbertide, l'Abbazia camaldolese di Monte Corona.

Infine a Morra sulla strada di Petroia, poco lontano dal borgo la piccola Chiesa di S. Crescentino, sorta su un "piccillo oratorio" del 1420 in semplicità di forme che conserva un ciclo di affreschi (1507) di Luca Signorelli, ultima sosta del Pittore sulla strada che spesso aveva percorso per raggiungere da Cortona l'Alta Valle Tiberina.

Terme di Fontecchio, luogo di cura e soggiorno con parco piscina ed impianti sportivi, a 3 Km. dal centro. Antiche terme romane del tempo di Plinio il Giovane, sono oggi un moderno ed attrezzato stabilimento per le cure termali, con acque medio minerali alcalino-sulfuree, particolarmente indicate per la cura delle malattie osteoarticolari, dell'apparato respiratorio e della pelle.


Info e numeri utili di Cittò di Castello

Altre informazioni in provincia di Perugia

Altre info sulla regione Umbria



Comune di Città di Castello:
Piazza Gabriotti, 1
Tel. 07585291
Fax 0758529216
Superficie: 387.50 kmq
Abit. 38476 CAP 06012
288 m s.l.m.
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