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Città: Roma - Roma
Regione: Lazio - Nazione: Italia - ubicazione:Centro

Descrizione:
Roma, Caput Mundi, le cui origini risalgono, secondo la leggenda, al 753 a.C., quando Romolo la fondò; Più probabilmente, ebbe origine con la fusione di alcuni villaggi unitisi sul monte Palatino dando origine alla Roma quadrata.
Si sviluppò grazie al fiume Tevere, che permetteva tramite la sua navigabilità, il commercio fluviale dal nord e dal mare, dove le navi mercantili arrivavano per risalire il fiume.
Anche il periodo dei sette re di Roma è per lo più legato alla leggenda, e oltre alla influenza latina, ebbe un ruolo importante la civiltà etrusca, che che diede i natali ai re di Roma, di cui rimangono notevoli testimonianze. Chi avrebbe detto che la grande civiltà etrusca, che guida Roma, venisse un giorno soppressa proprio dal popolo romano. Ciò ebbe inizio proprio con il sorgere della Repubblica da cui si accese la rivolta patrizia contro la dinastia etrusca. Inizia qui la crescita e l'espansione di Roma; nascono le prime istituzioni come il Tribunato e si codificano le leggi delle 12 Tavole di Bronzo. Nel IV sec. le cariche pubbliche vengono gradualmente aperte ai plebei, che daranno origine a una nuova aristocrazia che si fonderà con quella originaria. Dopo dure lotte contro i Volsci, gli Equi e i Veienti, Roma affronta nel 390,a.C., i Galli Senoni che occupano e distruggono la città.
La ripresa è rapida e le successive lotte con i Sanniti portarono nel III sec. a.C. alla creazione di uno stato potente che occupa buona parte della penisola scontrandosi e sottomettendo il popolo etrusco, dalla città di Vejo alle più potenti città dell'Etruria Meridionale.
Nel secolo successivo si pongono le basi per il nuovo impero, Roma consolida la sua potenza anche nelle flotte marittime, affronta le guerre guerre Puniche, e si organizza anche politicamente.

Nel 126 a.C. Roma controlla tutta la penisola, le isole del Mediterraneo occidentale, la Spagna, l'Istria, la Dalmazia, e i litorali africani e asiatici. Lo sforzo sostenuto in questi secoli di conquista causa un periodo di rivendicazione economica e sociale, 131-31 a.C. che verte sulla questione agraria, sull'estensione della cittadinanza romana agli alleati, sulla riforma dell'esercito e sui contrasti di potere fra l'aristocrazia e la nuova classe dei cavalieri.
Contemporaneamente i conflitti esterni portano alla ribalta nuove personalità destinate a contendersi il potere: alle lotte fra Mario e Silla contesa fra democratici e aristocratici, conclusasi con la dittatura di Silla nell'82 a.C. succedono le rivalità fra Pompeo, Crasso e Cesare, che sfoceranno nel Primo Triumvirato.
La morte di Cesare nel 44 a.C. da luogo al Secondo Triumvirato fra Antonio, Lepido e Ottaviano destinato ad assumere il nome di Augusto, conclusosi con il trionfo di quest'ultimo su Antonio ad Anzio nel 31 a.C.
Con Cesare e poi Augusto si ha un rinnovamento fondamentale delle strutture politiche e amministrative di Roma, che pone le basi dell'Impero fondato su una diarchia, costituita da un Principe appoggiato dal popolo e dal Senato.
L'impero Romano comprende ora tutti i paesi del Mediterraneo nei quali lascia tracce con monumenti, imponenti opere d'ingegneria civile e col suo sistema di leggi fondamento di quel diritto che sarà parte integrante dei moderni stati occidentali.
Ad Augusto succedono altri imperatori, alcuni illuminati come Tiberio e Claudio, che rafforzano le strutture dello Stato e i confini dell'Impero. Il I-II sec. d.C. vede succedersi all'abile amministrazione di Vespasiano e Tito il disastroso regno Domiziano e quindi la dinastia degli Antonini che porterà l'Impero all'apice dell'efficienza amministrativa e militare con Nerva, Traiano, Antonino Pio, Marco Aurelio e l'infausto e finale regno di Commodo.
Nel frattempo si assiste alla penetrazione del Cristianesimo nella società, alla pressione di tribù barbare ai confini e una persistente crisi economica.

Diocleziano avvia nel III sec. una ristrutturazione dell'Impero dividendolo in zone di influenza Orientale e Occidentale, originariamente in chiave anticristiana; il successore, Costantino, inserisce il Cristianesimo nella vita sociale e politica mediante l'editto di Milano nel 313 e proclama Bisanzio capitale dell'Impero nel 326 dando inizio al decadimento del carattere universale di Roma che rinascerà solo coll'affermarsi della Chiesa e con Roma Città Santa.

Accellerano il decadimento le invasioni barbariche di Alarico nel 410, che la saccheggia per la prima volta dopo otto secoli dalle incursioni dei Galli Senoni, e nel 452 da Attila da cui riuscirà a difendersi solo il papa Leone I.
Caduto l'Impero nel 476 il centro cittadino si racchiude nell'ansa del Tevere e con la guerra Greco-Gotica del 535 le successive espugnazioni, la peste e le carestie, la città resta per un certo tempo quasi deserta. Seguono due secoli di indiretto dominio bizantino attraverso elezioni di papi orientali che terminerà nel 726 con la ribellione ai decreti conoclastici.
La potenza solo religiosa e politica del papato deriva dall'importanza dell'elezione del pontefice che, come massima autorità cittadina, detiene l'effettivo potere di Roma. Contro la minaccia dei Longobardi, il papa cerca l'alleanza dei franchi che gli concedono benefici e territori. Nel natale dell'800 Carlo Magno viene incoronato a Roma Imperatore del Sacro Romano Impero, evento importantissimo per tutto il medioevo.
Roma è simbolicamente a capo di due poteri, talora in contrasto tra loro. La serie di incoronazioni di imperatori e la loro permanenza a Roma ridanno prestigio alla città, ma non floridezza economica. Con la decadenza dei Carolingi nella fine del X sec., anarchia e violenza dominano ogni elezione papale poiché la Chiesa , senza difesa imperiale, cade in balia delle famiglie nobili romane; e con gli Ottoni (X sec.) Roma perde in parte la sua autonomia.
europee.
Nel XII sec. comincia una lenta ripresa e viene fondato il Comune nel 1144, ispirato da Arnaldo da Brescia, che dura 10 anni. Il Senato si insidia sul Campidoglio, di nuovo centro della vita cittadina, ma il Comune è debole, per l'assenza di commercio e artigianato che altrove sono il fattore primario del; potere comunale, come testimoniato dalla mancanza di edifici pubblici medievali. Il Comune sorto per conservare una certa autonomia da Chiesa e Impero, finisce per sottomettersi alla Chiesa abolendo Senato e nominando un solo senatore nel 1198 al quale sono legati gli interessi di cittadini e aristocratici.
La presenza della Corte Pontificia, meta di pellegrinaggi, è del resto l'unica fonte di reddito della città. Nicolò III Orsini, nel 1277, avoca al papa le cariche pubbliche, mentre l'abbattimento di 140 torri frena le lotte feudali.
Alla fine del'200 rifioriscono le arti e la cultura con la presenza di Giotto, Arnolfo di Cambio e la fondazione dell'Università nel 1303. Sotto Bonifacio VIII si proclama il primo Giubileo nel 1300. Il francese papa Clemente V trasferisce la sede papale ad Avignone nel 1305 e Roma ricade nella miseria, con la popolazione di circa 35.000 abitanti.
Nel 1347, per pochi anni, Cola di Rienzo restaura un governo repubblicano rifacendosi alla gloria dell'antica Roma.K Nel 1377, Gregorio XI ritorna a Roma e alla sua morte il popolo impone l'elezione di un papa romano per evitarne un nuovo allontanamento. Seguono turbolenze civili e religiose prodotte dallo Scisma d'Occidente nel 1378-1428.
Nel 1420, Martino V entra a Roma aiutato dallo Sforza e dal popolo romano e la città si avvia a divenire capitale dello Stato della Chiesa, pur conservando la vocazione universale. Inizia il fenomeno del nepotismo che vede i cardinali protagonisti della storia di Roma. Solo in periodo di sede vacante il popolo tenta di essere ancora protagonista organizzando tumulti. Sotto il papato la vita si svolge ordinatamente e si comincia a sviluppare l’opera di ricostruzione urbanistica ed edilizia. Nicola V chiama Beato Angelico a decorare il Vaticano. A Roma convergono artisti, architetti da tutt’Italia e la Biblioteca Vaticana diviene centro filosofico e letterale.
Tra la fine del’400 e l’inizio del ‘500, Roma diviene una delle città più belle del mondo con oltre 500.000 abitanti. Massimo esponente di questo rinnovamento è Giulio II che si avvale del Bramante, di Michelangelo e Raffaello per costruire S. Pietro, abbellire i palazzi Vaticani e aprire due rettifili paralleli della Lungara e di Via Giulia. Nello stesso periodo lavora a Roma anche Leonardo. Alessandro VI Borgia partecipa alla grande politica italiana e internazionale: si aggiunge così al Trattato di Tordesillas nel 1494 che sancisce la spartizione tra Spagna e Portogallo delle terre d’oltre Atlantico. Il sacco di Roma nel 1527 ad opera dei Lanzichenecchi al servizio di Carlo V blocca temporaneamente il periodo di splendore. Papa Clemente VII pur di far tornare i Medici a Firenze si accorda presto con Carlo V, accettando di incoronarlo Imperatore. Inizia così il predominio spagnolo in Italia che si espande più o meno ovunque. Nel 1534 viene eletto papa Alessandro Farnese con nil nome di Paolo III, colui che diede un’ulteriore spinta alla crescita culturale ed architettonica della città.
Con la Controriforma nel 1563 risposta della Chiesa Cattolica alla Riforma Luterana, la Corte papale abbandona gli sfarzi rinascimentali. Il conformismo viene attenuato solo dallo sfarzo delle cerimonie religiose dove la musica diventa importante, soprattutto a opera di Pier Luigi da Palestrina. Sisto V detto papa costruttore, avvia la più grandiosa opera di espansione urbanistica della città 1585 che pone la Chiesa di S. Maria Maggiore al suo centro. Ha inizio la costruzione dell’Acquedotto Felice con l’apertura di grandi arterie e di piazze ornate di obelischi e fontane che ancora oggi caratterizzano Roma.
Durante il ‘600 il mecenatismo da nuovo impulso all’arte che vede nascere il Barocco:
P.zza S. Pietro e P.zza Navona, la Fontana di Trevi e Trinità, dei Monti ne sono splendidi esempi. Ne sono creatori il Caravaggio, il Bernini e il Borromini, mentre la vita culturale viene vivacizzata dall’arrivo di Cristina di Svezia che fonda un’accademia che diverrà poi l’Arcadia. In politica la sola preoccupazione è di affermare la loro neutralità nel mezzo delle guerre.

MONUMENTI
Si parte da Piazza Venezia , ideale punto di partenza alla scoperta della Roma antica. La piazza è dominata dal monumento a Vittorio Emanuele II, o Vittoriano (1911) su progetto del Sacconi (1885) che ospita la Tomba del Milite Ignoto. A destra sorge il Palazzo Venezia, dall'aspetto di castello medievale, con finestre a crociera e portali rinascimentali, iniziato (1452) su commissione del cardinale Barbo, poi di papa Paolo II, forse con la consulenza di Leon Battista Alberti.
L'interno è sede del
Museo di Palazzo Venezia, con opere rinascimentali e medievali di scultura e arti applicate (armature, arazzi, ceramiche, smalti, avori, stoffe e vetri). Incorporata nel Palazzo è la chiesa di S. Marco, dalla fácciata rinascimentale, attribuita a Giovanni da Maiano, e l'interno barocco con soffitto dorato a cassettoni (1470) e mosaici absidali (sec. IX).
Il Campidoglio, il più famoso colle di Roma, cui si accede salendo la cordonata disegnata da Michelangelo e chiusa in alto da una balaustra, consta di due sommità: la prima con la chiesa di S. Maria in Aracoeli, la seconda (sede del tempio di Giove, 509 a.C.) con braccio nuovo del
Museo dei Conservatori.
La Rupe Tarpea si trovava sul lato su della piazza. Decaduta a partire dal Vl sec., deve l'aspetto attuale alla decisione di Paol III (1537) di celebrame l'importanza trasportandovi statue antiche, livellandola e riedificandola.
A Michelangelo si devono la collocazione su basamento della Statua di Marco Aurelio, opera equestre in bronzo (II sec.), e delle fontane dei fiumi (I sec. d.C.) sulla fronte del Palazzo Senatorio, di cui disegna lo scalone d'ingresso, con i due palazzi, uguali e paralleli ma leggermente divergenti, che sembrano ingrandire lo spazio della piazza. Le statue che ornano le balaustre, tema unificante dei tre palazzi, sono cinquecentesche. Al termine dei lavori (1603), la piazza si apre alla città e non più ai Fori. Il progetto michelangiolesco termina nel 1940 con la pavimentazione della piazza su suo disegno.
Il Palazzo dei Musei Capitolini e Pinacoteca (Tel. 6782862) conserva la più antica raccolta pubblica di arte nel mondo, iniziata da Papa Sisto IV (1471) con sculture classiche (la Venere Capitolina, i 65 busti di imperaton, I'Amazzone ferita, il Galata morente), quadri di Tiziano, Caravaggio e Rubens.
Anche il Palazzo dei Conservatori è sede di musei con la statua di Carlo d'Angiò di Arnolfo di Cambio (sec. XIII), i due capolavori in bronzo dell'antichità (lo Spinaio I sec. a.C., e la Lupa Capitolina , etrusca, VI sec. a.C.) con i "due gemelli" attribuiti al Pollaiolo.
La Basilica di S. Maria in Aracoeli (IV o V sec.), dove si dice che la Sibilla preannunciasse ad Augusto l'avvento del Cristo, restaurata in stile romanico-gotico dai Francesi (1250), viene considerata nel Medio Evo quasi il Foro di Roma dove tiene i suoi comizi Cola di Rienzo (1348) che ne inaugura la scalinata (124 scalini). L'intemo è a tre navate, con soffitto a cassettoni (1575) e pavimento cosmatesco (XIII sec.). Conserva la pietra tombale di G. Cnvelli (Donatéllo, 1432), affreschi del Pinturicchio illustranti le storie di S. Bernardino, e un affresco di S. Antonio da Padova (di Benozzo Gozzoli).
Sul retro, scendendo, si vedono sulla destra le tre colonne del Tempio di Vespasiano e il Portico degli Dei Consentiti di cui restano le colonne; quindi, si oltrepassa il Carcere Mamertino, dove secondo la tradizione qui fu imprigionato S. Pietro, e si giunge sulla Via dei Fori Imperiali. In realtà questo rettifilo che da P.zza Venezia conduce al Colosseo, fu aperta nel1932, a seguito di demolizioni di rovine e la sistemazione urbanistica. I Fori Imperiali furono costruiti verso la fine del periodo repubblicano insieme al Foro di Cesare che fu inaugurato nel 46 a.C., come ricordo della battaglia di Farsaglia. Le tre colonne appartengono al Tempio di Venere Genitrice (113 d.C.). Di fronte, il Foro di Augusto, costruito per un voto fatto prima della battaglia di Filippi (42 a.C.), e inaugurato nel 2 d.C. A separarlo dai Mercati Traiani sorge la Casa dei Cavalieri di Rodi, medievale su edifici romani, abbellita intorno alla metà del '400. Di seguito, il Foro Traiano , la Colonna Traiana e i Mercati Traiani costruiti (106-113 d.C.) da Apollodoro di Damasco per ordine di Traiano. Per la costruzióne della Basilica Ulpia si sbanca una parte del colle sovrastante, il Quirinale: I'altezza della colonna Traiana (100 piedi, pari a 29,78 m) dà la misura del taglio. Questa, dedicata nel 113 all'Imperatore, celebra le vittone e le battaglie contro i Daci. Si nota ascora la vasta esedra formata da due piani di botteghe, il cui ingresso è in Via IV Novembre. Dietro si erge la medievale Torre delle Milizie.


2° Itinerario:
Dal Foro di Augusto si passa ai pochi resti del Foro di Nerva, quindi al Foro Romano che, trasformatosi in luogo di mercato (VI sec.), è pavimentato e diviene centro commerciale e politico. Il suo abbellimento avviene con Augusto.
Durante il Medio Evo, dopo la trasformazione di monumenti in chiese, inizia il decadimento che lo porta a essere chiamato fino al secolo scorso "Campo Vaccino", poiché serviva da pascolo. All'entrata, di fronte, i resti del
Tempio di Cesare sul luogo ove venne cremato il corpo del vincitore dei Galli; verso il Campidoglio e costeggiando i resti della Basilica Emilia (179 a.C.), si giunge all'unico edificio romano intatto: la Curia , che, trasformata in chiesa nel Medio Evo e restaurata nel 1930, deve l'aspetto attuale al rifacimento nel 303 d.C. Nei pressi l'Arco Settimio Severo (203 d.C.), con rilievi molto rovinati. Di fronte, vi è Piazza del Foro dove spicca la colonna di Foca (608 d.C.), ultimo monumento erettovi. Poi le otto bellissime colonne (fine sec. III) del Tempio di Saturno , antichissima sede dell'Erario dello Stato. Da qui parte un tratto della Via Sacra che costeggia la Basilica Julia iniziata da Cesare, di cui resta solo il pavimento sopraelevato. A destra sorge S. Maria Antiqua (VI sec.), rifacimento di un edificio imperiale, quindi il Tempio di Vesta, la Casa delle Vestali e il Tempio di Antonino e Faustina, su alto podio e ornato da colonne corinzie su cui scorre una trabeazione con fregio, eretto alla morte di Faustina (141 d.C.), poi trasformato in chiesa. Segue un edificio circolare con porta bronzea, detto Tempio di Romolo, (309 d.C.).
Salendo per la Via Sacra si incontrano le rovine della
Basilica di Massenzio o di Costantino (306 d.C.), di cui restano le tre aule coperte a volte. Più avanti è l'Arco di Tito (81 d.C.), restaurato dal Valadier nell'800, con pannelli scolpiti illustranti il trionfo sui Giudei e il trionfo dell'Imperatore.
Si sale quindi al Palatino dove il ritrovamento dei resti di capanne dell'età del ferro sembra confermare la leggenda di Romolo. Di fronte all'Uccelliera si entra nel
Criptoportico, galleria di epoca neroniana, che conduce al Tempio di Cibele, nei pressi della mitica casa di Romolo.
Si arriva alla cosiddetta
Casa di Livia, con stanze decorate da pitture (30 a.C.), per accedere ai Palazzi dei Flavi iniziati da Diocleziano (fine I sec.) e sede dell'Imperatore. Di seguito vi è la Domus Augustana, residenza privata su due piani, di cui restano alcuni ambienti e tracce del grande cortile. La facciata a esedra si apre sul Circo Massimo. Segue lo Stadio, costruito da Domiziano con a fianco le Terme Severiane.
Proseguendo verso l'
Arco di Tito si esce sulla P.zza di S. Maria Nova dove la chiesa di S. Francesca Romana con campanile romanico (sec. XII) e facciata barocca, conserva un mosaico absidale (1160) e, in sacrestia, la tavola di S. Maria Nova (V sec.).
Ed ecco il
Colosseo, o Anfiteatro Flavio, iniziato da Vespasiano e inaugurato da Tito (80 d.C.), destinato a spettacoli e combattimenti fino al VI sec. (quelli fra gladiatori terminano nel 400 d.C.). Danneggiato da alcuni terremoti, diviene cava per materiale da costruzione e nel '700 finirà di subire spoliazioni con l'inizio dei restauri. Di forma ellittica ha circonferenza di 527 m e il muro esterno (alto 57 m) suddiviso in quattro piani. Sembra avesse una capienza di 50 mila persone che accedevano alle gradinate da 80 ingressi. Nel podium vi sono il palco imperiale e i posti dei senatori; seguono tre ordini di gradinate per diverse categorie di pubblico. L'arena, con copertura in legno ord scomparsa, mostra i resti dei locali di servizio.
A pochi metri l'
Arco di Costantino (315 d.C.) che commemora la vittoria su Massenzio a Ponte Milvio.
La sua decorazione è dovuta al reimpiego di opere di monumenti precedenti (II-III sec.). Dal Colosseo, per Colle Oppio coi resti della
Domus Aurea e delle Terme di Traiano si arriva a S. Pietro in Vincoli nel cui interno il Mausoleo di Giulio II conserva il Mosé di Michelangelo (1514) e, sotto l'altare Maggiore, le supposte catene di S. Pietro.
Si prende, quindi, Via di S. Giovanni in Laterano dove si apre la facciata laterale della chiesa di S. Clemente che, per la sua stratificazione di tre edifici sovrapposti, è una delle più interessanti di Roma. L'interno, a tre navate, presenta il pavimento la schola cantorum, il cero pasquale e la sedia episcopale, tutti del XII sec. Interessanti il mosaico nell'abside (scuola romana, sec. XII), la Cappella di S. Caterina d'Alessandria, con affreschi di Masolino da Panicale (1411-31) e aiuti, tra cui, forse, il Masaccio. La basilica inferiore conserva importanti affreschi (VI sec.) in s'dle bizantino e le Storie di S. Clemente (sec. XI-XII), sotto il mitreo, luogo sotterraneo destinato al culto di Mitra (I sec. d.C.).
Proseguendo si arriva alla P.zza di S. Giovanni in Laterano con l'Obelisco più alto di Roma, il cinquecentesco Palazzo Laterano, sede dei papi prima del trasferimento ad Avignone e dell'attuale Vescovado. S. Giovanmi in Laterano è una delle quattro Basiliche Patriarcali di Roma, fondata da Costantino e ristrutturata sotto Innocenzo X (dal 1647), con facciata principale di A. Galilei (1735) e campanili romanici. L'interno, a cinque navate, nmaneggiato per il Giubileo del 1650 dal Borromini, ha soffitto ligneo (1500) e pavimento cosmatesco. Le statue settecentesche dei 12 apostoli sono appoggiate ai pilastri della navata centrale. Nelle navate esterne, entro cornici borrominiane, sono inserite opere della basilica precedente. Da ricordare: un affresco di Giotto, il tabernacolo gotico (1367), i mosaici absidali duecenteschi restaurati nell'800, e il chiostro cosmatesco costruito dai Vassalletto (1215). Scendendo per Via Amba Aradam si arriva alle
Terme di Caracalla (217 d.C.), circondate da mura con Frigidarium, Tepidanum e Calidarium, varie palestre, biblioteche e altri vani, che si pensa contenessero fino a 1600 persone alla volta. Per il Viale delle Terme di Caracalla si arnva al Circo Massimo, il più grande di Roma, lungo quasi mezzo chilometro, costruito (II sec. a.C.) per le corse dei carn e per finte battaglie e oggi utilizzato dai podisti.
Verso sinistra La Basilica di S. Sabina, (V sec.)nel cuore dell'Aventino. Notevole la porta lignea intagliata (Via sec.) e, all'interno, un fregio di intarsi marmorei (V sec.) e un mosaico con iscrizioni (430). Poco oltre, in P.zza dei Cavalieri di Malta, guardando attraverso un foro del portone di Villa del Pnorato di Malta, si ha una curiosa vista della Cupola di S. Pietro.
Scende verso il Tevere si giunge a
S. Maria in Cosmedin fiancheggiata da un notevole campanile, mentre sotto il portico si trova la popolare “Bocca della Verità", un antico chiusino a forma di mascherone che, secondo la tradizione, infilando la mano nella bocca del mascherone questi riconosceva quella dei bugiardi a cui non la restituiva. L’interno è ricco di preziose opere cosmatesche (sec. XI-XII). Di fronte, oltre la fontana barocca, si apre il Tempio di Ercole (già di Vesta). Di forma circolare è il più antico edificio in marmo della città, e il rettangolare Tempio di Portuno del 100 a.C. Di fianco, una piazza con l'Arco di Giano eretto da Costantino e, dietro, l'Arco degli Argentari eretto dai banchieri del quartiere sotto Settimio Severo (III sec. d.C.), appoggiato alla medievale facciata di S. Giorgio al Velabro. Proseguendo si arriva al Teatro Marcello (13 a.C.) su cui è costruito il Palazzo Savelli Orsini. Di fianco le tre colonne del Tempio di Apollo Sosiano alle cui spalle si trova il Portico di Ottavia, sorella di Augusto. Poco oltre l'antico ghetto, quartiere medievale dominato dalla cupola della Sinagoga (XIX sec.) e poi P.zza Venezia.

3° itinerario.
Punto di Partenza sempre P.zza Venezia. Si parte per Via del Corso (il rettifilo che conduce a P.zza del Popolo) per rrivare a Palazzo Bonaparte (1600), poi a Palazzo Doria con la sua caratteristica facciata in stile rococò che all'interno ospita la Galleria Doria Pamphili (Tel.. 6794365) con importanti opere artisti famosi tra cui il Caravaggio, Velázquez, il Carracci e il Bernini.
Quasi di fronte, la chiesa di S. Marcello, barocca, e dopo, sulla sinistra, la Piazzetta di S. Ignazio , settecentesca, con i palazzi disposti a quinte di teatro e dominata dalla facciata della chiesa omonima, edificata dai Gesuiti (1626), che presenta un soffitto affrescato dal Pozzo e una falsa cupola dello stesso autore. Più avanti, sempre lungo Via del Corso, si arriva a Piazza Colonna in cui si innalza la Colonna di Marco Aurelio (176-193), eretta per celebrare le sue vittorie sui Germani e Sarmati, infatti, dalla base fino alla sommità è totalmente coperta da bassorilievi che narrano le sue vicende, e sulla sommità si trova la statua di S. Paolo. Sulla piazza, si affaccia il secentesco Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di fianco si apre Piazza Montecitorio che ospita, nel berniniano e secentesco palazzo omonimo, la Camera dei Deputati. Nel centro della piazza, I'obelisco egizio (fine 1700) e, dall'altra parte del Corso, Largo Chigi e Via del Tritone nelle cui vicinanze si trova la Fontana di Trevi (1762) del Salvi, con imponenti gruppi scultorei e giochi d'acqua, meta di tutti i turisti che visitano Roma.
Da qui si raggiunge Via Condotti, così chiamata per le condutture dell'acqua che vi passavano. E’ la strada dei negozi eleganti, ricca di vetrine e di firme Made in Italy. Qui si trova anche il Caffè Greco (1760) frequentato dagli artisti dell'800, e dai vip di oggi che conserva l'arredamento onginale.
Proseguendo si arriva a Piazza di Spagna circondata da palazzi del '700: in centro la Barcaccia, originale fontana di Pietro Bemini. In fondo, sulla destra, il Palazzo di Propaganda Fide con facciata sulla piazza, del Bernini (1627), e facciata laterale del borromini (1662). Di fronte, la scalinata di Trinità dei Monti (1723), del De Sanctis, che in primavera si ricopre di azalee. I suoi 138 gradini consentono di salire alla chiesa di S. Mar'dno ai Monti con facciata della fine del '500. Superando, a destra, Villa Medid (rinascimentale, sede dell'Accademia di Francia) si giunge al Pincio , parco sistemato nell'800 dal Valadier, con ampio panorama.
Scendendo fino a P.zza Barberini, dove si trova la Fontana del Tritone del Bernini (1643), si raggiunge l'inizio di Via Vittorio Veneto , che sale verso Villa Borghese, animatissima nella parte alta con alberghi e caffè, e dove, nelle strade adiacenti, ci sono negozi, ristoranti e locali notturni.
Da P.zza Barberini per Via Quattro Fontane s'incontra Palazzo Barberini , villa barocca iniziata dal Maderno (1625) e terminata dal Bemini (1633), cui lavorò anche il Borromini. Nel suo interno, la Galleria Nazionale di Arte Antica (Tel.. 4880530), raccolta di opere dal XIII al XVI sec., tra cui la Fornarina di Raffaello, dipinti del Lotto Greco, Caravaggio, e il ritratto di Enrico Vlll di Hans Holbein (1540). Giunti all'incrócio ornato da quattro fontane e dalla vista di tre obelischi, a sinistra si scorge, in fondo a Via XX Settembre, Porta Pia (disegnata da Michelangelo), e poco dopo si incontra S. Maria della Vittoria , che nell'interno barocco racchiude la statua del Bernini denominata Estasi di S. Teresa .
Da P.zza della Repubblica, con al centro la Fontana delle Naiadi (1902), si giunge a S. Maria degli Angeli , riadattata da Michelangelo (1566) su un tepidarium delle Terme di Diocleziano. L'adiacente Museo Nazionale Romano (Tel. 06 460530) occupa altri ambien'd delle antiche terme e un convento cinquecentesco, custodendo la più importante collezione archeologica di Roma.
Quasi di fronte, Stazione Termini (1950), I'incontro dei due tronconi della metropolitana. Sulla destra si arriva a S. Maria Maggiore , basilica patriarcale paleocristiana (sec. V), con facciata la cui loggia nasconde parzialmente i mosaici medioevali del Fuga (1750) e il campanile cuspidato (fine 1300). L'interno, a tre navate, ha pavimento cosmatesco (sec. XII) e soffitto attribuito a Giuliano da Sangallo (fine 1400).
La navata mediana e l'Arco di Trionfo , documento rarissimo dell'arte del Basso Impero (432-440 d.C.) sono coperti da mosaici con scene del Vecchio Testamento; I'Oratorio del Presepio, sotto l'altare, ha sculture di Arnolfo di Cambio (fine 1200), mentre sulla sinistra si fronteggiano la Cappella Sistina del Fontana e la Cappella Paolina del Porzio.
Vicinissima, la chiesa di S. Prassede, ricostruita da Pasquale I nell'822 e più volte rimaneggiata, con mosaici di scuola romana nell'arco trionfale e nell'abside (IX sec.) e i mosaici del Mausoleo di Teodolinda, raro esempio dell'arte bizantina a Roma (IX sec.). Da P.zza dell'Esquilino per Via De Pretis si giunge a Via Nazionale, arteria commerciale di fine '800 su cui si affaccia il Palazzo dell'Esposizione. Per Via Quattro Fontane, ritornando all'incrocio con Via del Quirinale, appare la chiesa di S. Carlo alle Quattro Fontane del Borromini con facciata del 1667, e, costeggiando un lato (la Manica Lunga) del Palazzo Quirinale, superata la chiesa di S. Andrea al Quirinale (1668), con stucchi dorati e marmi del Bernini, si arriva in Piazza del Quirinale con, al centro, un gruppo con la fontana, I'obelisco e le due statue dei Dioscuri.
Intorno, il Palazzo della Consulta, oggi Corte Costituzionale, con facciata barocca, e il Palazzo del Quirinale (fine 1500), ingrandito e abbellito a più riprese, già residenza es'dva dei papi e reggia dei Savoia; dal 1947 è la sede-residenza del Presidente della Repubblica.
Scendendo per Via XXIV Maggio e Via IV Novembre, si ritorna a P.zza Venezia.

4° itinerario.

Roma: Piazza Navona
Partendo da P.zza Venezia ci si dirige verso Via del Plebiscito e si arriva allla Chiesa del Gesù, chiesa madre dei Gesuiti. Prendendo per Via del Gesù appare di lato S. Maria della Minerva, chiesa gotica, che custodisce una statua di Cristo del Michelangelo e, nel transetto, un affresco di Filippino Lippi (1489). Nella piazza antistante, il Pantheon, ricostruito sotto Adriano (118 d.C.) e convertito in chiesa nel 606, con colonne monolitiche in granito sulla facciata e, nell'interno (largo e alto 43,30 m), una cupola a cassettoni, la più larga del mondo, culminante nell'unica apertura centrale, che conserva le tombe di Vittorio Emanuele II Umberto I e Raffaello. Urbano VIII Barberini ne asporta tutti i bronzi (metà del 1600) per la fusione del Baldacchino di S. Pietro e dei Cannoni di Castel Sant'Angelo.
Per Via del Pantheon si arriva a P.zza di Torre Argentina con scavi di templi di età repubblicana. Proseguendo sul C.so Vittorio Emamuele II, si supera la chiesa di S. Andrea della Valle , con facciata barocca e una cupola di proporzioni inferiori solo a quella di S. Pietro, e si giunge a Palazzo Massimo alle Colonne (primo Cinquecento) con facciata curva e profondo portico. Dopo Palazzo della Cancelleria , edificio civile dell'inizio del Rinascimento si passa in Piazza Campo dei Fiori, sede di un mercato all'aperto di frutta e verdura, ún tempo luogo di esecuzioni capitali, dove awenne il rogo di Giordano Bruno (1600). A pochi passi, P.zza Farnese, con Palazzo Farnese e due fontane, già vasche delle Terme di Caracalla. Il palazzo, rinascimentale, iniziato da Antonio da Sangallo il Giovane (1514) e continuato da Michelangelo è sede dell'Ambasciata di Francia; di domenica (ore 11-12) è visitabile la sua Galleria con affreschi dei Carracci. Sul retro, Via Giulia aperta da Papa Giulio 11 (inizio 1500), corre parallela al Tevere ed è fiancheggiata da palázzi del '500. Per Via Capo di Ferro si giunge a Palazzo Spada , sede del Consiglio di Stato.
Tornati su C.so Vittorio Emanuele 11, procedendo verso S. Pietro si trova la Chiesa Nuova (con due tele del Rubens) e, di fianco, l'Oratorio dei Filippini , del Borromini. Attraversando P.zza S. Pantaleo si entra in Piazza Navona, sull'area dello Stadio di Domiziano di cui conserva la forma e le dimensioni. Papa Innocenzo X Pamphili le conferisce l'aspetto attuale con la costruzione del Palazzo di Famiglia e della chiesa di S. Agnese , del Borromini e aiuti (1652-75), e con la realizzazione delle tre fontane, tra cui quella "Dei Quattro Fiumi" del Bernini. La piazza, lungamente destinata a mercato e feste, viene penodicamente allagata dal XVII sec.
Roma: Castel S. Angelo
fino alla metà del XIX per svolgervi giuochi navali.Alle spalle, S. Maria della Pace , con facciata nnascimentale, custodisce un affresco di Raffaello (Le Sibille, 1514) e un piccolo chiostro del Bramante (1500). Tornati in P.zza Navona, per C.so Rinascimento si giunge a Palazzo Madama (1500), sede del Senato. A fianco, nel cortile, S. Ivo del Borromini. Sul retro, il Palazzo della Sapienza e, in P.zza di S. Luigi dei Francesi, la chiesa omonima con gli affreschi del Domenichino raffiguranti Vita di S. Cecilia e tre tele del Caravaggio (1602). Da via della Scrofa si raggiunge P.zza S. Agostino con la chiesa omonima dalla facciata rinascimentale dove è conservata La Madonna dei Pellegrini del Caravaggio (1605) e il Profeta Isaia di Raffaello (1502).
Nella stessa via, si trova Palazzo Borghese, tardorinascimentale, sede dell'Ambasciata di Spagna. Raggiungendo il Lungotevere, si incontra il Mausoleo di Augusto (29 a.C.), utilizzato durante il Medio Evo come fortezza.
Di fronte, in un edificio a vetri, I'Ara Pacis , altare inaugurato nel 9 a.C. per celebrare la pace instaurata da Augusto in tutto l'Impero. Per Via di Ripetta si arriva in Piazza del Popolo, di forma ovale, sistemata dal Valadier (inizio '800). Della seconda metà del '600 sono le chiese gemelle che abbelliscono il Tridente, formato dalle vie del Babuino (che è la via degli antiquan, parallela a Via Margutta, la via degli artisti), del Corso e di Ripetta. S. Maria del Popolo , con facciata rinascimentale, ha decorazioni a stucchi del Bernini, opere del Pinturicchio, alcune tombe del Sansovino, una conca absidale disegnata dal Bramante, due tele del Caravaggio, disegni di Raffaello e statue del Bernini. Si riprende, infine, Via del Corso per tornare a P.zza Venezia.


Quinto itinerario: oltre il Tevere e le Mura.
Trastevere attraverso Ponte Garibaldi, o Ponte Sisto (1400), il ponte romano Quattro Capi, oppure Ponte Fabricio (62 a.C.), che porta all'isola Tiberina. Il quartiere, un tempo era legato alle attività portuali del Porto di Ripa Grande. Vi si trovano trattorie e le tipiche osterie di una volta, e numerose pizzerie meta dei turisti stranieri. Trastevere è amata dai romani, considerata “er core de Roma” con i suoi caratteristici rioni, i mercati e le botteghe artigiane. Una parte di Roma ancora incontaminata. Ogni anno, nella seconda metà di luglio, vi si svolge la “Festa de' noantri”, e il famoso mercato domenicale di "Porta Portese". La chiesa di S. Maria in Trastevere custodisce notevoli mosaici tra cui le Storie della vita di Maria del Cavallini (1291). In via della Lungara sí trovano il settecentesco Palazzo Corsini, sede dell'Accademia dei Lincei, e la Farnesina, villa rinascimentale del Peruzzi (1508), con cicli di affreschi di Raffaello (1511) e del Sodoma.
Salendo al Gianicolo per Via Garibaldi, si trova S. Pietro in Montorio, chiesa rinascimentale nel cui cortile (sul supposto luogo della crocifissione di S. Pietro) vi è il Tempietto del Bramante (1502), modello in scala ridotta del suo progetto di S. Pietro. Sul Lungotevere Castello sorge Castel Sant'Angelo, costruito da Adriano nel 135 d.C. come proprio mausoleo, ma divenne una castello fortificato e successivamente traformato in una maestosa fortezza. Nel Rinascimento fu residenza papale, ma nei suoi labirinti vi trovarono posto, se pur per breve tempo, anche delle carcerei. All'interno, interessanti la scala romana ellissoidale che porta alla cella sepolcrale, i cortili, le logge, I'appartamento papale voluto da Paolo III, con stucchi e grottesche (1500) e una raccolta d'armi.
Di fronte, Ponte Sant'Angelo, dalle tre arcate centrali romane, abbellito dal Bernini (1668), con le 10 statue di angeli recanti i simboli della Passione.

Da Castel Sant'Angelo parte il "Passetto", camminamento coperto che lo unisce al Vaticano. Percorrendo Via della Conciliazione si raggiunge Piazza San Pietro, il grande e monumentale capolavoro del Bernini. Al centro della piazza si erge l'obelisco posato nel 1586, ma in realtà venne trasportato a Roma sotto Caligola. Fa da corona alla piazza un quadruplice colonnato disposto su due grandi emicicli e ornato da 140 statue.
Il complesso monumentale è dominato dalla basilica di San Pietro in Vaticano, costruita tra il 1506 e il 1626 su una precedente chiesa del IV secolo, fatta erigere da Costantino. Alla costruzione della Basilica lavorarono i più importanti architetti dell'epoca, da Rossellino a Fontana, ma solo a Michelangelo si deve il progetto della cupola. La facciata, di gigantesche dimensioni, è articolata in otto colonne e quattro pilastri. Attraverso cinque varchi si entra nell'atrio e quindi, per altrettante porte, si accede alla chiesa, costituita da tre grandi navate.
Nella prima cappella di destra si trova una delle opere più famose di Michelangelo,
la Pietà. Poi la cappella delle reliquie e quella del Sacramento, con il bel ciborio del Bernini. Nel transetto destro il monumento di Clemente XIII, del Canova. Nell'abside la cattedra di San Pietro, del Bernini, e, al di là, il monumento di Urbano VIII, dello stesso artista, e il grande monumento di Paolo III, opera di Giacomo Della Porta. Verso sinistra è la pala marmorea Leone incontra Attila, dell'Algardi. Nella navata sinistra, dopo l'abside, I'ingresso alla Sagrestia e la cappella di S. Gregono Magno. Tra la terza e la seconda cappella il monumento di Innocenzo VIII Cybo, di Antonio Pollaiolo. Per finire, altre cappelle e monumenti di papi, tra cui quello di Giovanni XXIII. Si visitino inoltre: il tesoro, la cupola, le Sacre Grotte Vaticane, la Necropoli Vaticana.
Tappa d'obbligo sono, trovandosi in Vaticano, i Musei Vaticani, che comprendono raccolte di straordinario interesse. Data la vastità dei musei, il turista ha a disposizione alcuni i'dnerari obbligati, che differiscono per durata e lunghezza del percorso. Una visita completa comprende: Museo Gregoriano Egizio, Museo Chiaramonti, Mweo Pio Clementino, Museo Gregoriano Etrusco, Galleria dei Candelabri, Galleria degli Arazzi, Galleria delle Carte Geografiche, Stanze di Raffaello (straordinaria creazione dell'artista e della sua scuola; pnma stanza: Incendio di Borgo; seconda stanza: Disputa del Sacramento, La Scuola di Atene,11 Parnaso; terza stanza: Leone ferma Attila, Miracolo di Bolsena, Eliodoro cacciato dal tempio, Liberazione di S4n Pietro dal Carcere; quarta stanza: scene dell'Apparizione della Croce a Costantino e della Battaglia tra Costantino e Massenzio a Ponte Milvio, affrescate dopo la morte di Raffaello), Loggia di Raffaello, Cappella di Niccolò V, Appartamento Borgia, Collezione d'Arte Religiosa Moderna, Cappella Sistina (cappella dei pontefici, con magnifici affreschi laterali dovuti ad artisti quali Perugino, Pinturicchio, Botticelli, Rosselli, Signorelli, Ghirlandaio, Piero di Cosimo. La volta affrescata è opera sublime di Michelangelo, così come il Giudizio Universale, affresco di straordinario impeto che ncopre la parete dell'altare), Biblioteca Apostolica, Pinacoteca (tra le altre, opere di Simone Martini, Beato Angelico, Filippo Lippi, Benozzo Gozzoli, Pinturicchio, Perugino, Raffaello, Giulio Romano, Sebastiano del Piombo, Caravaggio, Reni, Guercino, Tiziano, Van Dyck, Lawrence), Museo Gregoriano Profano, Museo Pio Cristiano, Museo Missionario Etnologico, Museo delle Carrozze.


Le porte e le strade di Roma

Nel 270 d.C., Roma fu completamente abbracciata e protetta da possenti mura, oltre la precedente fortificazione, per volere dell'imperatore Aureliano; di quell'anello ancora oggi rimangono importanti resti, per un totale di circa 19 km. Lungo la muraglia si aprivano numerose porte, attraversate dalle più importanti strade consolari. Monumentali sono alcune delle Porte che vi si aprono: del Popolo, Pinciana, Pia, Maggiore (52 d.C.), S. Sebastiano e S. Paolo.
Tra Porta del Popolo e Porta Pinciana si estende
Villa Borghese, parco pubblico di gusto neoclassico, con la Casina Borghese (XV sec.), sede del Museo Galleria Borghese che conserva importantissime opere di grandi artisti: del Bernini, del Caravaggio, tre dipinti di Raffaello, opere di Correggio, Tiziano, la scultura Paolina Bonaparte del Canova, etc.
Superata Villa Borghese si arriva alla
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, con la più importante raccolta di arte italiana dal 1800 a oggi, poi alla Villa di Papa Giulio III, opera del Vignola (1551-53), sede del Museo nazionale di Villa Giulia (Tel.. 3201951), raccolta di arte etrusca.
Porta Pia, opera di Michelangelo (1561), dà inizio alla Via Nomentana ove si trova l'antichissima Chiesa di S. Agnese fuori le Mura, riedificata nel VII sec. e poi restaurata, con un mosaico bizantino. Nei pressi si trovano le catacombe. Di fianco si trova S. Costanza, edificio circolare paleocristiano ben conservato con mosaici del IV sec.
A sud,
Porta S. Sebastiano (Vl sec.), restaurata da Belisario, è preceduta dall'arco romano di Druso costruito a sostegno di un acquedotto che portava l'acqua alle Terme di Caracalla.
Qui inizia l'Appia, la più antica e suggestiva strada romana (312 a.C.), che collegava Roma al Sud, dove si trovano le
Catacombe di S. Callisto e di S. Sebastiano con la chiesa omonima, e che conserva, in alcuni tratti, l'antica pavimentazione romana.
Sulla Via Ardeatina, poco lontano, si trova il Mausoleo delle Fosse Ardeartine e, più avanti, le rovine del Circo di Massenzio e la Tomba di Cecilia Metella, di forma cilindrica, con una merlatura dovuta alla sua trasformazione in castello (1300).
Porta S. Paolo (III sec.) presenta torri merlate semicilindriche e, di fianco, "la Piramide" di Caio Cestio (12 a.C), tomba di un pretore romano. Si giumge così alla Chiesa di S. Paolo Fuori le Mura, l'ultima delle quattro Basiliche Patriarcali erette da Costantino. Distrutta da un incendio (1823) e ricostruita sull'antico modello dal Poletti, conserva una Porta bronzea (1070) un tabernacolo gotico di Arnolfo di Cambio (Xlll sec.) e un chiostro dei Vassalletto (1214).






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