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Città: Bagnoregio - Viterbo
Regione: Lazio - Nazione: Italia - ubicazione:Centro

Descrizione:
Bagnoregio è sul confine nord della provincia con l'Umbria, tra verdi campagne e suggestivi calanchi, patria dello scrittore Bonaventura Tecchi.
Dalla grande Porta Albana, attribuita al Vignola, si accede al centro storico, tuttora ben mantenuto, con monumenti di notevole importanza. La città, anticamente molto più estesa, venne disgregata delle sue borgate che si estendevano su un meraviglioso pianoro, dapprima dal violento terremoto del 1695 e nel corso dei secoli dalla continua erosione del terreno. Ciò che rimane è l'attuale Bagnoregio, Civita e Lubriano.
Dai punti panoramici è possibile ammirare la grande vallata che si apre sotto al colle su cui sorge la città. Maestosi calanchi, in parte ricoperti da una povera vegetazione, si estendono per chilometri, lungo i quali, durante il tramonto, si formano particolari giochi d'ombre, dando al paesaggio un aspetto lunare.
Nella vallata si innalza notevolmente un colle su cui sorge Civita di Bagnoregio, raggiungibile solo attraverso un ponte costruito dopo le continue frane della strada a causa dell'erosione del terreno, è per questo motivo che viene chiamata la città che muore. In realtà Civita era il nucleo più importante, ma, a causa della precarietà del luogo, gli abitanti la abbandonarono per trasferirsi a Bagnoregio.
Le origini sono antichissime, la zona fu abitata quasi ininterrottamente dal periodo neolitico ad oggi, ma il periodo più intenso risale agli Etruschi, i quali hanno lasciato molte testimonianze.
Quando arrivarono i Romani, nel 265 a.C., a differenza di altre località, divenne ricca ed importante grazie al traffico di merci che si sviluppò lungo la strada che da Bolsena portava al Tevere, che allora era navigabile.

Su questa strada passarono secoli di storia, ricchezza e cultura, ma ben presto fu attraversata dagli invasori che scendevano verso Roma e Bagnoregio fu sottomessa dal 410 al 774 da Visigoti, Goti, Bizantini e Longobardi, fin quando Carlo Magno la conquistò per riconsegnarla alla Chiesa.
Dopo qualche secolo di tranquillità venne affidata al controllo dei Monaldeschi della Cervara che da protettori iniziali divennero crudeli tiranni, costringendo gli abitanti alla rivolta che li portò ad eleggere il paese a Comune libero nel 1160. Più tardi, temendo una rivalsa, gli abitanti cacciarono i Monaldeschi distruggendo il loro castello, di cui ancora oggi rimangono alcune rovine.
Nei secoli successivi Bagnoregio chiese di essere guidata da un governatore dello Stato pontificio e così fu fino al 1870, quando la città fu accorpata al regno d'Italia.

A Bagnoregio nacquero nomi illustri che la resero famosa nel mondo, S.Bernardino Janni (ultimo vescovo di Vulci e Castro), S.Ildebrando, il famoso S.Bonaventura e lo scrittore Bonaventura Tecchi.

Da Vedere
La Cattedrale, dedicata ai santi Nicola, Donato e Bonaventura, costruita nel 1700 è probabilmente l'edificio più importante della città. Fu sottoposta a continui ampliamenti ed abbellimenti nei secoli. L'interno conserva opere importanti ed una solenne atmosfera.

Chiesa di S.Bonaventura, piccola ma pregevole, fu costruita su un preesistente edificio nel 1862 e sormontata dalla caratteristica cupola neoclassica.

Chiesa di S.Agostino, eretta nel XII sec. in stile romanico-gotico e rimaneggiata in stile barocco.


ITINERARI

Civita di Bagnoregio

Vaiano: da Bagnoregio parte una strada che scende nella valle, sotto ai calanchi, e per 15 km percorre paesaggi suggestivi. Dalla valle pian piano si sale su un crinale dove improvvisamente la vista scopre la grande Valteverina, Castiglione ed il lago di Alviano; si vedono così in basso, in lontananza, che sembra di essere in alta montagna.
Superato il piccolo borgo di Vaiano, dove si trova la caratteristica chiesetta, raggiungerete un punto panoramico sulla sinistra che vi offrirà una meravigliosa veduta dei maestosi calanchi che si ergono altissimi in un susseguirsi di strane forme e sullo sfondo Civita.





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