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Veduta del Palazzo Ducale

Nata su un colle con il nome di Castel delle Ripe fu distrutta dagli Urbinati (inizio del XIIIsec.), e ricostruita più in basso dall'inviato pontificio Guglielmo Durante col nome di Castel Durante, in pianura, al centro dell'alta valle del Metauro e difesa da un castello fortificato da mura. Fu contesa tra le fazioni guelfe e ghibelline e conobbe nei secoli vari signori tra cui i Brancaleone, i Montefeltro, e fu la residenza preferita fino al 1631 dell'ultimo duca di Urbania, Francesco Maria II Della Rovere. Nel '600, quando insieme al ducato di Urbino passò sotto il controllo della Chiesa, papa Urbano VIII le conferì il grado di città con il nome di Urbania. D
ivenne famosa in tutto il mondo per la lavorazione della ceramica grazie alla grande abilità artistica degli artigiani che si specializzarono nello stile “istoriato”, firmato da grandi Maestri come Zoan Maria, Simone da Colonella, i Dolci e i Fontana, Cipriano Piccolpasso, autore del trattato "Li tre libri dell'arte del vasaio" (1548). Per l'alto livello della sua produzione rinascimentale e per l’attività dei ceramisti che continuano la tradizione, oggi Urbania (Casteldurante) è l'unica città della Regione Marche ed uno fra i 26 Comuni in Italia con la titolarità di zona diantica tradizione ceramica.
Urbania ha dato i natali ai pittori Giustino Episcopi e Giorgio Picchi di cui restano valide opere in più di una chiesa.
La sua struttura urbanistica quattrocentesca, sviluppatasi regolarmente intorno al castello, conserva l'atmosfera tipica delle cittadine del ducato di Urbino ed ha quattro quartieri; Porta Parco, Porta Cella, Porta Vecchia, Porta Nuova, e.

Da Vedere
 Teatro Bramante

Palazzo Ducale (sec. XV-XVI), costruito in laterizio, fu ripetutamente trasformato prima di raggiungere l'attuale fisionomia, prima da Francesco di Giorgio Martini (XV sec.), di cui si riconosce la particolare scala a lumaca, da Girolamo Genga (XVI sec.), e da Giorgio Orsini da Sebenico.
Il Palazzo si presenta con due torrioni ed una loggia pensile per poter assolvere alla duplice funzione di fortezza e di residenza principesca.
Oggi le sue splendide sale e saloni (sala di lettura, sala del trono, sala dei cavalieri, sala delle geografia, ecc.) ospitano le raccolte librarie e d'arte della Biblioteca Comunale, della Pinacoteca e del Museo di cui fanno parte due preziosi globi del Mercatore (sfera terrestre del 1541 e sfera celeste del 1551), pergamene rare, circa duemila incisioni e ben 746 disegni dei secoli XV-XVII già facenti parte delle raccolte ducali.

L'Oratorio del Carmine (XV sec.) conserva una Madonna con Bambino d'intonazione giottesca.
La Crocifissione,
D. Peruzzini, XVII sec.)
Chiesa di S. Chiara e Ex Convento, XIV sec., oggi chiusa al culto conserva importanti opere di vari artisti, tra cui Giovan Pietro Zuccari, a cui sono attribuiti i pregevoli altari intagliati e dorati, Girolamo Cialdieri, Giustino Episcopi, Domenico Peruzzini autore autore anche della "Crocifissione".
L'ex convento (XIV sec.), uno dei importanti del Ducato di Urbino, fu ricostruito nel ‘500, e rimaneggiato dopo il terremoto del 1781. Ospita oggi la sede dell'Istituto Tecnico Commerciale Geometri.

La Chiesa del Crocefisso, voluta dal duca Francesco Maria II Della Rovere, fu costruita sulle rovine del chiostro di Santa Maria de Nive, e riedificata alla fine del '700. Conserva il sepolcro del Duca, ma la sua salma fu trafugata gia' nel '700.
L'interno, arricchito da raffinati stucchi, conserva notevoli opere prevalntemente seicentesche tra cui, nell'altare maggiore, un grande dipinto raffigurante il cristo sulla croce, copia dell'originale di Federico Barocci (1604) oggi al Museo del Prado.

Monastero Benedettine di S. Maria Maddalena, probabilmente del XIII sec., fu ricostruito più volte nei secoli. La piccola chiesa conserva opere databili tra il XVIII e XVIII sec.
Chiesa di San Francesco, eretta nel 1215, insieme al Convento dei frati francescani, è la più antica di Casteldurante, dopo l'Abbazia di S. Cristoforo. Sul lato destro si erge il campanile romanico del XIV sec. Nelle ristrutturazioni avvenute nei secoli cambiò più volte fisionomia, fino alla attuale: interno a unica navata con transetto e cappelle laterali, e molte opere di artisti locali. Nella sagrestia sono conservati molti oggetti, arredi e tele.
L'oratorio del Corpus Domini (XIV sec.), modificato verso la fine del XV sec.;
il complesso monumentale delle Clarisse è attribuibile a Girolamo Genga (XVI sec.),
la Cattedrale di S.Caterina, barocca, conserva un Crocifisso su tavola di Pietro da Rimini (XIV sec.);

Palazzo Comunale (XVI sec. ) con la sua Torre Campanaria (1561),
Teatro 'D. Bramante' con elegante sala a palchetti
Barco Ducale
Palazzo vescovile fu trasformato, nei secoli XV-XVI, da Francesco di Giorgio Martini e da Girolamo Genga in uno splendido edificio- rinascimentale.
Museo Diocesano
Museo Civico, allestito nel Palazzo Ducale, conserva importanti opere suddivise in varie sezioni, tra cui la Biblioteca, la pinacoteca, la ceramica, curiosità.
Il Barco Ducale:
sorge ad appena 1 km chilometro fuori dell'abitato. Voluto dal duca Federico da Montefeltro per la sua riserva di caccia, fu eretto nel 1465 da Francesco di Giorgio Martini ed accorpa un preesistente convento del XIII sec. e la settecentesca chiesa di S.Giovanni Battista.
Museo Civico e Pinacoteca - Tel. 0722313109


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Tel. 0722317246 e-mail
Pref. 0722 - Abit 15.917
273 m slm - CAP 61029

Pro Loco Tel. 0722317211
I.A.T. 61029 Urbino, Piazza Rinascimento, 1 - tel. 0722/2613 - fax 2441; e-mail

Ufficio Turismo Provincia Pesaro e Urbino
I61100 Pesaro, Via Mazzolari 4 - tel. 0721/359501, fax 33930
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