Periodo : dal 20/12 al 1/2
Località: Torre del Greco
Provincia: Napoli
COMUNICATO STAMPA N. 1 titolo: Mirabilia Coralii. Capolavori barocchi in corallo tra
maestranze ebraiche e trapanesi a cura di: Cristina Del Mare sede: Banca di Credito Popolare,
Palazzo Vallelonga, corso Vittorio
Emanuele, 92 - Torre Del Greco (Napoli) inaugurazione: venerdì 19 dicembre 2008 dalle 18 alle 20 periodo: 20 dicembre –
1 febbraio 2009 Il “periodo
d’oro” dell’arte del corallo in Sicilia viene messo in mostra attraverso
una selezione accurata di pregevoli manufatti artistici. Oltre 60 opere,
tra arredi sacri (crocifissi, ostensori, reliquari...), gioielli e oggetti di
uso comune (calamai, scrigni da scrittura, saliere...), insieme ad una sezione
documentaria (lettere, atti notarili, …), tutti provenienti da importanti
collezioni pubbliche e private. “Mirabilia
Coralii” propone capolavori di arte sacra e profana,
realizzati durante la grande stagione barocca nelle botteghe dei maestri
corallai trapanesi, per lo più di origine ebraica. La presenza in Sicilia di
una comunità di ebrei, attiva nella pesca e nella lavorazione del corallo, è
documentata già a partire dal XI secolo. Il
noto valore simbolico apotropaico attribuito alla materia corallina viene
esaltato, nel periodo barocco, dalla grande capacità e maestria di artigiani e
orafi: il corallo diventa, a partire dal tardo Seicento, materia per forgiare
composizioni artistiche complesse, che guardano alle cosiddette arti maggiori
senza più complessi di inferiorità. Grande
protagonista della produzione del cosiddetto effimero barocco, il
corallo viene esibito in manufatti con decorazioni preziose e ricche di
particolari, tra sacro e profano: capezzali, acquasantiere, paliotti
d’altare e trionfi allegorici risplendono del suo color rosso sangue. “Mirabilia
Coralii. Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi”
documenta, in definitiva, il periodo di massima fioritura dell’artigianato
artistico in Sicilia tra XV e XVIII secolo e le reciproche influenze tra
maestranze ebraiche e locali in fatto di lavorazione del corallo. L’ubicazione
strategica della Sicilia, al centro di una rete fitta di scambi tra Oriente e
Occidente, già a partire dal 1200, rende l’isola il territorio più arabizzato
dell’occidente cristiano e il più europeo del mondo orientale. Da queste
relazioni derivano le tecniche metallurgiche della tarsia, del niello, dello
smalto, del cesello e dell’incastonatura, che caratterizzeranno in seguito le
manifatture trapanesi. La
comunità ebraica svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo economico,
sociale, artistico e culturale della Sicilia, con particolare riferimento alla
pesca, alla lavorazione e alla vendita del corallo. Fino a tutto il XV secolo,
tanto il commercio dell’’oro rosso’, quanto la stessa lavorazione della
concrezione corallina, rimangono per lo più monopolio di artigiani ebrei. In
questa stagione, tuttavia, la produzione si limita a “corallo lavorato” in
grani ovali, a lente, o in bottoni tutti per paternostri, tranne qualche
raro caso di applicazione in arredi da tavola o in collane. Nel 1492 la svolta:
Ferdinando ed Isabella d’Aragona bandiscono gli ebrei dalla Sicilia, bloccando
di fatto l’attività legata al commercio e alla lavorazione del corallo. Parte
della comunità ebraica residente in Sicilia si trasferisce verso centri con
maggiori garanzie di libertà religiosa e agevolazioni fiscali, migrando verso
Genova, Livorno e Napoli. Un nucleo consistente di ebrei trapanesi mette radici
nel napoletano, creando, tra gli altri, propri fondaci a San Giorgio a Cremano
e nella stessa Torre del Greco. Le reciproche influenze con le maestranze
torresi saranno motivo di ulteriori studi e argomento di un progetto espositivo
futuro. “Mirabilia Coralii. Capolavori barocchi
in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi” prosegue il ciclo di mostre, “Le
vie del corallo”, inaugurate nel 1996 e dedicate alla storia dell’arte del
corallo e della sua produzione nel mondo, fortemente volute dalla Banca di
Credito Popolare di Torre del Greco, presieduta da Antonino De
Simone. Questo nuovo appuntamento rappresenta anche un momento di ulteriore
sviluppo e valorizzazione della produzione “in corallo” dell’intera area
vesuviana. La mostra è ubicata a Palazzo Vallelonga, un edificio del XVIII
secolo, di matrice vanvitelliana, che acquistato nel 1982, è stato completamente
restaurato dalla Banca di Credito Popolare che ivi custodisce anche una
importante collezione di dipinti dal XVII al XIX secolo (tra gli altri: Claude
Lorrain, François de Nomé, Antoon Smink Pitloo, Gioacchino Toma…). Informazioni Catalogo: testi di Cristina Del Mare presentazione di Antonino De
Simone arte’m via Giovanni Capurro 1 80123 Napoli tel. 081 575 2524; fax. 081
598 3196 www.arte-m.net;
info@arte-m.net
sede: Banca di Credito
Popolare, Palazzo Vallelonga
indirizzo: Corso Vittorio
Emanuele 92
Torre del Greco
orario: Feriali 10/13 –
16/19; Festivi 10/13
Ingresso gratuito
chiuso il 25 dicembre e il 1
gennaio
info: tel. ++39 081 358
1562/563/524
e-mail: infomostra@bcp.it
Ufficio stampa
arte’m con Renata
Caragliano
tel. 338 4739013
e-mail: renatacaragliano@gmail.com; press@arte-m.net
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