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Sulla metà esatta della sponda orientale del lago, proprio di fronte all'imboccatura del ramo di Lecco, trovate Varenna.
Sorge su un promontorio roccioso ed è sovrastata da un monte a picco, sulla cui vetta s'innalza un antico castello diroccato.
Il primo vero insedimento si ebbe con i Romani, ma fu nel medioevo che raggiunse una certa importanza, più volte contesa e più volte schierata con Milano per il controllo sulle terre del lago. Con la distruzione dell'Isola Comacina molti abitanti si rifugiarono a Varenna incrementando la popolazione. Fu dominio arcivescovile, poi passò agli Sforza e nonostante la crescita militare fu più volte vinta e rasa al suolo durante i conflitti con Como. L'indebolimento militare ed economico costrinse la città a sottomettersi a varie signorie che la guidarono nei secoli.
V
arenna, da una parte si propone come un vivace e moderno centro turistico, nodo della navigazione lacustre, dall'altra custodisce le vestigia di un passato medievale che si offre oggi come uno dei meglio conservati della zona dei laghi.
A Varenna troverete anche una simpatica curiosità: il fiume più corto d'Italia, il Fiumelatte lungo solo 250 metri e scorre solo per sei mesi l'anno


Da Vedere

Chiesa di San Giorgio, costruita nel XII sec. e rimaneggiata nel XIV sec., fiancheggiata dall'alto campanile. L'interno a tre navate conserva notevoli opere di varie epoche tra cui una preziosa Deposizione della Croce in sasso colorato, dove le braccia del Signore fanno da diagonale ad un quadro formato da personaggi armoniosamente disposti. Un polittico di San Giorgio, XV sec., di Giov. Pietro De Brentanis, raffigurante San Giorgio, La Vergine e S. Pietro da Verona.
Una pala d'altare raffigurante Il Battesimo di Gesù XVI sec., il polittico per pala d'altare, del 1450 di autore ignoto, raffiguranti i santi di varenna su 15 tavolette, due della quali vennero trafugate negli anni'70.

Villa Monastero eretta sul luogo dove sorgeva un antico convento cistercense. La storia narra che le monache del convento di Santa Maria Maddalena, non fossero proprio dedite ad una vita religiosa ma che fossero più vocate ai peccati della carne. Col passare del tempo, per dar fine alle voci che si erano fatte troppo insistenti nell'area di Varenna, papa Pio V sciolse, nel '500, l'ordine convento.
L'edificio fu acquistato da Paolo Mornico nel 1569.
Fu Lelio, figlio del nuovo proprietario, a trasformare, all’inizio del Seicento, con lavori di ampliamento e abbellimento, il convento in una signorile residenza e, come dicono le cronache, fece giardino ove prima era lago.
Nell'ottocento la villa passò ai Genazzini, al tedesco Walter Kees, a Marco De Marchi e nel 1936 allo stato italiano per la sede dell’Istituto Italiano di Idrobiologia e Limnologia.
Di particolare fascino e interesse troviamo la scalinata centrale cinta da balaustra scolpita culminante, al sommo, in un tempietto neoclassico, una fontanella, copia dell’originale di Villa Borghese a Roma, e il belvedere ceramicato, sulla amplissima distesa del lago e dei suoi monti.
Il giardino, aperto al pubblico, è ricco di statue, sculture e di specie vegetali mediterranee e tropicali che, nel mese di maggio, regalano al turista un’incantevole spettacolo.
Attualmente la villa è di proprietà del CNR ed è concessa in comodato alla Provincia di Lecco, che la gestisce per il tramite dell'istituzione Villa Monastero ente strumentale della Provincia medesima. Nella stagione estiva, ma non solo, numerose sono le attività organizzate dall'ente.
Villa dei Cipressi, un complesso architettonico cinquecentesco composto da edifici e giardini.
Chiesa di S. Giovanni Battista, X-XI sec., è una delle più antiche del Lario.
Chiesa di S. Marta, XVII sec.
Chiesa di S. Maria delle Grazie, XVII sec.
Museo ornitologico, ospitato nell'antico Palazzo Venini.

Itinerari

Il Castello di Vezio, frazione di Vezio.
L'abitato di Vezio, all'inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall'altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo A.C. Sono molte le ipotesi e le testimonianze storiche e archeologiche che dimostrano una presenza umana costante fina dal periodo del ferro. Fu con i Romani che Vezio divenne luogo strategico per il controllo a vista del territorio, a difesa delle incursioni dei popoli nordici, e per l'importante via del ferro su cui circolavano i minerali per la siderurgia delle famose miniere e fucine. Fu probabilmente l'inizio di una prima fortificazione della zona che nei secoli successivi vide la costruzione di un castello e di una cinta muraria che scendeva ai suoi piedi fino alle rive delle lago abbracciando Varenna che nel frattempo era diventata un importante attracco e scalo merci. Nell'alto medioevo il castello doveva apparire con la stessa attuale fisionomia, nonostante le ricostruzioni ed ampliamenti succedutesi nei secoli. Della sua lungissima e travagliata storia, se ne ha testimonianza dai reperti archeologici: punte di frecce in ferro con cuspide triangolare, spade ed elmi.
La leggenda narra che Teodolinda, Regina dei Longobardi, per lasciare ai posteri il ricordo della sua Cristianità, fece costruire la Chiesa di San Martino ed il Castello di Vezze. La torre presenta una merlatura quadrata uguale a quella del castello di Cly in Valle d'Aosta. A detta del Prof. Bodo Abcard, esperto in materia, essa è uno degli esemplari più tipici nel suo genere.

Maggiori info sul castello di Vezio

Nella frazione di Vezio, la Chiesa di Sant’Antonio, conserva un trittico con la Vergine ed il Bambino e notevoli affreschi Quattrocenteschi. Secondo la tradizione, questa chiesa venne fatta erigere da Teodolinda, regina dei Longobardi, per testimoniare ai posteri la sua fede cristiana.

Numeri utili su Varenna

Altre informazioni sul lago di Como

Altre info sulla Lombardia



Comune di Varenna:
Cap 23829
Tel. 0341/830119

Uff. Turistico Varenna
PROLOCO VARENNA
p.zza Venini, 1 - 23829 Varenna (Lc) - Tel./Fax +39 0341 830367
e-mail: prolocovarenna@tin.it

APT Lecco
V. Nazario Sauro 6
Tel. (+39) 0341.369390 Fax (+39) 0341.286231
e-mail:
info@aptlecco.com IAT Lecco,
(+39) 0341.362360
Fax (+39) 0341.287402

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