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La leggenda dice che Perledo vuol dire "per l'Eden", e questo fa capire che ci troviamo in un luogo veramente suggestivo, perfino per la riva est, che è tutta un po' speciale. La costiera di Perledo è una superba gradinata che scende verso il centro del lago e incornicia la Chiesa barocca di S. Martino con la torre romanica. Anche la regina Teodolinda pare che amasse queste terre e che la costruzione della cappella di S. Maria, vicino alla Chiesa di Cittana, sia da collegarsi proprio alla permanenza della regina.
Sono i grandiosi panorami e la mitezza del clima i gioielli più preziosi di questo minuscolo paesino e se siete appassionati del bello e avete occhi ingordi e gambe buone, fate una passeggiata verso l'alto: ad ogni metro di salita lo sguardo si allargherà come il vostro stupore. E per uno stupore a tinte più forti cercate di non perdervi l'Orrido del Crot del Pepot, sul torrente Esino
.

Da Vedere

Chiesa di San Martino
Chiesa di San Martino, l'edificio, costruito intorno all'XI sec. e ricostruita nel '600' è fiancheggiato dall'alto campanile romanico eretto su otto.
All'interno conserva importanti opere dal '400 al '700, tra cui l'altare barocco dedicato a Santa Caterina, il settecentesco altare maggiore marmoreo e un fonte battesimale ligneo.

Chiesa di San Bernardo Bologna, XI sec., conserva una Madonna col Bambino tra i SS. Giuseppe e Bernardo di G.B. Fumeo

Oratorio di Santa Maria Gittana, XIII sec, più volte rimaneggiata si presenta con evidenti armonie barocche. Conserva affreschi e resti d’archivolti scolpiti del XIII sec., e da una statua in legno di stile gotico.


Itinerari

Il Castello di Vezio, frazione di Vezio.
L'abitato di Vezio, all'inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall'altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo A.C. Sono molte le ipotesi e le testimonianze storiche e archeologiche che dimostrano una presenza umana costante fina dal periodo del ferro. Fu con i Romani che Vezio divenne luogo strategico per il controllo a vista del territorio, a difesa delle incursioni dei popoli nordici, e per l'importante via del ferro su cui circolavano i minerali per la siderurgia delle famose miniere e fucine. Fu probabilmente l'inizio di una prima fortificazione della zona che nei secoli successivi vide la costruzione di un castello e di una cinta muraria che scendeva ai suoi piedi fino alle rive delle lago abbracciando Varenna che nel frattempo era diventata un importante attracco e scalo merci. Nell'alto medioevo il castello doveva apparire con la stessa attuale fisionomia, nonostante le ricostruzioni ed ampliamenti succedutesi nei secoli. Della sua lungissima e travagliata storia, se ne ha testimonianza dai reperti archeologici: punte di frecce in ferro con cuspide triangolare, spade ed elmi.
La leggenda narra che Teodolinda, Regina dei Longobardi, per lasciare ai posteri il ricordo della sua Cristianità, fece costruire la Chiesa di San Martino ed il Castello di Vezze. La torre presenta una merlatura quadrata uguale a quella del castello di Cly in Valle d'Aosta. A detta del Prof. Bodo Abcard, esperto in materia, essa è uno degli esemplari più tipici nel suo genere.

Maggiori info sul castello di Vezio

Nella frazione di Vezio, la Chiesa di Sant’Antonio, conserva un trittico con la Vergine ed il Bambino e notevoli affreschi Quattrocenteschi. Secondo la tradizione, questa chiesa venne fatta erigere da Teodolinda, regina dei Longobardi, per testimoniare ai posteri la sua fede cristiana.

Numeri utili su Perledo

Altre informazioni sul lago di Como

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