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Regione Lazio - Italia
Tarquinia : Necropoli Etrusche
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I primi insediamenti risalgono al periodo protovillanoviano (XI-X sec. a.C.) ma solo nel IX sec. a.C il centro acquista importanza testimoniata dalla ricchezza dei corredi rinvenuti nelle necropoli organizzate con tombe a pozzo nel IX e nell'VIII sec. e a fossa nell'VIII sec. a.C. Intorno alla metà del VIII sec. a.C gli abitanti si concentrano progressivamente sul Colle della Civita con il conseguente abbandono della zona di Monterozzi che verrà destinata ad area cimiteriale.
Tomba del Triclionio
IV-V sec. a.C.
Nel successivo periodo orientalizzante la città cresce notevolmente sia sotto l’aspetto urbano che economico e ciò viene riscontrato anche dalle sepolture la cui tipologia, nel VII sec. a.C., è con tombe acamera ipogee con la banchina laterale per la deposizione dei defunti coperte da volta ogiva., a volte proviste di un vestibolo.
Alla stessa epoca risalgono le tombe a cassone destinate ad una sepoltura unica in una larga fossa foderata di lastre di pietra locale (macco o nenfro). Rispetto alle altre importanti necropoli dell'area etrusca, come Vejo e Vulci, il periodo orientalizzante di Tarquinia si presenta i maniera meno sfarzosa, meno ricchi i corredi, dovuto alla predominante figura di Caere che si imponeva su tutto il territorio, sottraendo traffici commerciali all'area.
Tarquinia verso la
Tomba del Triclionio
IV-V sec. a.C.
fine del VII sec. costruì il Porto di Gravisca grazie al quale aumentano i traffici commerciali e i ricchi commercianti greci sbarcano a Tarquinia.
La crescita economica influenzerà anche le sepolture; già al VI Sec. risalgono le tombe dipinte della necropoi di Monterozzi e costituiscono una straordinaria raccolta di immagini che documentano la vita degli Etruschi. raggiungendo un alto livello artistico superiore alle altre metropoli etrusche. Fino al 530 a.C. le immagini pittoriche seguono a scopo decorativo prevalentemente motivi araldici e successivamente fatti di vita quotidiana fondamentalmente legati alla cerimonia di sepoltura del defunto, banchetti, danze, e giochi, avolte si notano immagini legate alla caccia che venniva svolta solo dalle famiglie aristocratiche. Nel 510 a.C. venne cacciato da Roma l'ultimo re etrusco, Tarquinio Superbo, e con la sconfitta della guerra subita nello scontro con i siracusani a Cuma, nel 474 inizia la crisi che influenzerà tutta l'area etrusca. In questo periodo, infatti, si nota una scarsa espressione che durerà per tutto il V sec.
Con l'inizio del IV sec. a.C. si nota una forte ripresa economica e Tarquinia
raggiunge una notevole superiorità rispetto alle altre città riuscendo a sostenere le sucessive e numerose battaglie contro Roma che dureranno a lungo. Nel 281 a.C. Tarquinia viene definitivamente sottomessa da Roma e succesivamente inizia il vero delcinio. Nel IV sec. d.C. la città diventa sede vescovile ma viene gradualmente abbandonata dagli abitanti per sfuggire
alle violente invasioni barbariche. Nel VII sec d.C. ormai la popoazione è tutta sul colle dove oggi sorge l'attuale città.

La necropoli etrusca, uscendo dalla città in direzione di Monteromano, sulla collina Monterozzi, si trova la necropoli con circa seimila tombe di ogni forma e dimensione, molte delle quali completamente dipinte.

Per informazioni: Tel 0766-856308.


La Civita, a circa 2 km, in direzione Monteromano, alla fine dell'acquedotto romano, girate a sinistra e seguite le indicazioni fino ad arrivare sul colle dove sono visibili i resti dell'antica città compresa l'Ara della Regina, un enorme basamento costruito per sorreggere un maestoso tempio, dove sono stati rinvenuti i famosi cavalli alati esposti nel museo della città.
Orario: dalle 9,00 ad un'ora prima del tramonto.

Le Saline, a 7 km circa si trovano le antiche vasche per la produzione del sale, dove venivano messi a lavorare i detenuti.
Per la bellezza dei posti, lontani dal caos del litorale, questa zona è diventata ara protetta, dove molti uccelli, tra stanziali e migratori, trovano riparo: aironi, garzette, anatre, cormorani, falchi.


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