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La zona fu abitata già dal XI sec. a.C., ma il periodo più intenso va dal 2500, al 1900 a.C., con testimonianze interessanti, tra cui le necropoli di Palombaro e Naviglione. Gli insediamenti sono più frequenti nella Selva del Lamone, dove sono stati rinvenuti resti di abitati protetti da alte mura perimetrali: Crostoletto, Strompia, Roccoia, Valderico, Casali e Rofalco, mentre all'esterno quelli di Sorgenti di Nova, con una superficie di tombe estesa su 12 ettari.
In epoca romana era sicuramente sotto la guida di Statonia la cui origine, secondo alcuni studisi, derivava dal primo villaggio palafittico rinvenuto sul lago di Mezzano o, più probabilmente, dalla vicina città di Castro.
Anticamente il piccolo borgo si chiamava Farneto, dalle farnie, una specie di quercia che cresceva in vaste estensioni, ma intorno al 1000 venne chiamato Farnese, forse dalla nobile famiglia dei Farnese.
Itinerario
farnesiano
Il paese iniziò a crescere: vennero costruiti nuovi edifici, chiese, strade, i conventi di S. Rocco, S.Magno, Cappuccini, e visse un lunghissimo periodo di splendore, guidato dalla sempre più potente quanto ricca famiglia. L'agricoltura si sviluppò notevolmente, grazie alle piantagioni di oliveti che Galeazzo II Farnese fece impiantare.
Quando il card. Alessandro Farnese, nato a Canino, fu nominato papa Paolo III, riunì tutti i feudi della famiglia, ed alcuni strategici della Chiesa, e costituì il ducato di Castro, la cui capitale fu Castro la città utopica che per poco più di cento anni visse e crebbe come la città del futuro.
Fu totalmente distrutta nel 1649 da Innocenzo X a causa delle controversie tra la Chiesa ed i Farnese e vista la breve distanza con Farnese, molti abitanti vi si trasferirono.
Nel 1658 Farnese venne acquis
Papa Paolo III Farnese
tata dai Chigi ai quali venne tolta dalle truppe napoleoniche nel 1798 ed inclusa nella Repubblica romana.
Dopo due anni venne riconquistata, ma da questo periodo iniziarono una serie di cessioni tra le varie signorie che si avvicendarono.
Nel 1867 fu teatro di uno scontro tra Garibaldini e le armate pontificie, nel quale morirono molti uomini di Farnese.
La fine del secolo fu caratterizzata, come in gran parte dell'Italia centrale, dall'insorgenza del brigantaggio, favorito anche dalla vicina Selva del Lamone dove i briganti si rifugiavano.
Con il passare degli anni, dopo la distruzione di Castro e il declino dei Farnese, la città perse tutta l'importanza ed il lustro acquisito nei secoli causando un inesorabile calo demografico. Dei secoli d'oro rimangono tuttavia molte testimonianze.


Convento di S. Rocco
Crocifisso ligneo del XVI sec
Portale del Palazzo Farnese

Tra le cose da vedere:

Il Palazzo Farnese:il palazzo ha una struttura semplice ma conserva il notevole portale attribuito al Vignola.
La singolare caratteristica del viadotto, che attraversa la strada principale, serviva ad unire il palazzo al parco esterno.
L'edificio è il risultato di una serie di interventi subiti dal XII al XVI sec.

Palazzo Chigi: fu costruito nel XVIII sec. per ordine dei principi Chigi.
Oggi sede Comunale, conserva affreschi del X-XI sec., provenienti dalla chiesa di S.Maria in Sala.

Chiesa del S. Salvatore: subì nei secoli interventi di restauro che hanno modificato la sua facciata mantenendo la singolare torre.
All'interno conserva opere importanti, tra cui la messa solenne di Paolo III (Card. Alessandro Farnese) ed un meraviglioso tabernacolo in marmo e legno dorato.

Convento di S.Rocco
imponente costruzione del XVII sec., all'interno conserva opere importanti tra cui un Crocifisso ligneo del XVI sec.

Chiesa di S.Anna: edificio del XV sec. con la simpatica cupola, conserva all'interno affreschi e stucchi pregevoli. La si può notare dal ponte che da sul burrone, proprio in riva al sottostante ruscello.

Museo Civico: nei locali del palazzo comunale, sono esposti reperti archeologici dell'età del bronzo, provenienti dalla località Sorgenti, ed una collezione di ceramiche antiche.
Orario, tutti i giorni dalle 10 alle 12, chiuso lunedì.


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