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L'antico Borgo

Il piccolo borgo di Bassano, un tempo molto più esteso, si presenta come una roccaforte, accessibile dalla antica porta raggiungibile attraverso una strada tagliata nel tufo, probabilmente dagli Etruschi.
La parte più antica del borgo è ricca di grotte di varie dimensioni che furono abitate fino a quando il paese venne abbandonato a causa della franosità del terreno. Dai punti panoramici si può vedere il meraviglioso paesaggio sulla grande valle del Tevere ed i versanti umbri fino agli Appennini.
Dall'antico borgo un stradina scende nella sottostante valle dove si trova il piccolo laghetto di Vadimone, ormai quasi prosciugato, che fu teatro di una sanguinosa battaglia tra gli Etruschi e i Romani.
Ancora oggi si narra che, in una domenica di secoli fa, le rive del lago inghiottirono i buoi con l'aratro che trainavano, e gli abitanti del paese lo videro come un segno di castigo, poiché la domenica era un giorno di festa da dedicare al Signore.
L'alta torre, che si affaccia sul dirupo, fu costruita nel XVII sec., ma, in realtà, riveste una più antica torre normanna.

Il borgo, anche se per secoli ha subito un violento abbandono, oggi gode di un esemplare intervento di recupero che vedrà ricostruire il paese così com'era quando nell'ultima guerra gli aerei bombardarono un camion carico di esplosivi che danneggiò gravemente l'abitato, costringendo gli abitanti a trasferirsi nella nuova zona.
Camminando nei vicoli, lungo un susseguirsi di scale, si scoprono angoli suggestivi dove si respira una forte sensazione di pace, le case dalle piccole finestre, le logge, le cantine e le stalle sono state restaurate con i materiali che venivano anticamente usati, è come riscoprire un antico borgo appena costruito.
Nelle vecchie botteghe hanno trovato posto bar, ristoranti e taverne che offrono spettacoli, attrazioni ed intrattenimenti musicali, richiamando l'interesse di numerosi spettatori che di notte popolano i locali. Bassano oltre alle attrazioni notturne, è famosa per la rappresentazione del Presepe Vivente che ogni anno richiama migliaia di persone.

Tutto è curato nei minimi dettagli, dai costumi d'epoca, per più di cento figuranti, all'arredo urbano, con l'allestimento delle vecchie botteghe di calzolai, fabbri, falegnami e la ricostruzione di antichi ambienti romani.
Questo antico borgo, tra i più piccoli della provincia, è l'esempio di come sia possibile recuperare i centri abbandonati, è stato ricostruito, riorganizzato e riabitato, offrendo agli abitanti l'opportunità di viverlo ed ai turisti quella di scoprirlo ed amarlo.


Da vedere:

Chiesa dei Lumi: chiesa di epoca romanica più volte rimaneggiata, conserva ancora la sua struttura orginale e tracce di antichi affreschi.

L'antica Torre: the main keep in the outside main walls, was completely covered with a new tower and converted into a belfry for the adjoining Church of S. Maria dei Lumi.

Chiesa della Immacolata - XIX sec.: è dedicata ai patroni S. Terenzio e Fidenzio i martiri uccisi da Diocleziano nel 303. La chiesa si trova tra il borgo antco e la parte nuova del paese, e la facciata è fiancheggiata da due carateristiche torri.

Fontana Vecchia: fu costruita nel 1527 su ordine del cardinal Cristoforo Madruzzo.

Laghetto di Vadimone:
lungo un sentiero si scende per una piacevole passeggiata nella sottostante valle del Tevere dove ancora oggi è possibile vedere il piccolo laghetto di Vadimone, ormai quasi prosciugato.
Intorno si apre una suggestiva campagna fino ai versanti ovest dell'Umbria.
Secondo gli storici fu teatro di una sanguinosa battaglia tra gli Etruschi e i Romani.
La notizia giunse a Roma dal Tevere le cui acque si tinsero di rosso. Ancora oggi si narra che, in una domenica di secoli fa, le rive del lago inghiottirono i buoi con l'aratro che trainavano e gli abitanti del paese lo videro come un segno di castigo, poiché la domenica era un giorno di festa da dedicare al Signore.
Fu forse per questo che il lago venne attribuito al demonio: Val Dimonio, da cui Vadimone.


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