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Frisanco Tusimo - PORDENONE
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Festa dei "Paesi Aperti"
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Risalendo la strada della Valcolvera, ad una ad una si scoprono le bellissime borgate di Frisanco, caratteristiche per l'utilizzo della pietra e del ballatoio in legno con assi verticali.
Si parte dalle Colvere con il borgo Polaz, poi dall'altro lato Fulin, Vals, quindi si incontra l'imbocco per il capoluogo Frisanco, che come le atre due frazioni principali di Casasola e Poffabro è stato riconosciuto quale centro storico primario. Poi da Frisanco si può procedere fino al borgo di Valdestali dal cui nome si capisce che doveva il più del suo reddito alla pastorizia, e che oggi, vittima dello spopolamento come gran parte della montagna, è abitato stabilmente da due sole persone: uno scultore e una giapponese che insegna cucina orientale. Altre borgate sono quelle di Vallavan, un balcone affacciato sulla pianura, e ValdiFrina e Pian delle merie verso l'altra valle che è la Valcellina.
 
Come si sarà capito il comune di Frisanco è cresciuto a cespugli sparsi, piccoli nuclei insediativi che satellitano attorno ai tre centri storici principali. Sono i resti di una colonizzazione profonda del territorio alla ricerca di spazi coltivabili, prati per il pascolo, boschi e pietre per costruire.
Ma è il monte Raut con la sua imponenza verticale a dirigere le note del paesaggio. Oggi Frisanco, rifatto in gran parte il maquillage al suo magico paesaggio di pietra ferito dal terremoto, conta ancora molte bellissime case. Così come le altre frazioni, tra cui Poffabro risalta per le caratteristiche strettissime arterie di pietra, che si aprono in corti tipiche in cui si distribuiscono le abitazioni.
Tutto ciò è anche segno di una vocazione culturale che si sposa benissimo con i circa 600 abitanti che tengono ancora ben saldo il rapporto con le attività tradizionali dell'area.
Un saggio di queste tradizioni, e soprattutto delle tradizioni gastronomiche, viene dato con Paesi aperti, i primi di settembre.
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Da Vedere |
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La chiesa dedicata a San Nicolò che ha origini antiche, l'oratorio quattrocentesco di San Floriano e il Santuario di Santa Maria Salus Infirmorum (XIX secolo) in Pian delle Merie, lungo la strada turistica che conduce a Pala Barzana (e di qui alla Valcellina ).Degna di nota anche la chiesetta-santuario della Madonna della Stangada. Da qui si può proseguire per Valdestali, minuscola borgata a guisa di balcone sui versanti del Monte Ciaurlec.
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