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Arte degli Etruschi e il Commercio
Provincia di Viterbo
Il commercio di preziosi manufatti, di cui oggi rimangono ancora infinite testimonianze, fu, insieme al resto dei traffici commerciali e alla metallurgia, una grande risorsa economica, ma anche interscambio di arte, cultura, tecniche di lavorazione con tutti gli altri paesi del Tirreno e del Mediterraneo, raggiungendo nel VI sec. a.C. quella perfezione che permise agli Etruschi di esportare i propri oggetti d'arte, vasi, amuleti, piatti etc., anche in Grecia.
Benche' esperti nell'arte dell'argilla, della pittura e dell'arte in genere, perfezionarono una tecnica per costruire grandi navi per il commercio dei prodotti.
Le capacità artistiche degli Etruschi, erano così avanzate come lo erano le capacità di controllare e gestire l'acqua, ancora oggi documentata da complicati e sofisticati acquedotti scavati nel tufo per chilometri. Spesso a questi cunicoli si accedeva attraverso profondi buchi che dal livello del terreno scendevano per decine di metri, tipo gli attuali pozzi artesiani.
In provincia di Viterbo sono frequenti nella zona di Corchiano, Ronciglione e sul lago di Vico dove fu realizzata una sorprendente galleria scavata nel tufo che da sotto il livello delle acque percorre qualche centinaio di metri per uscire sul costone opposto della montagna che si affaccia su Ronciglione, dando origine all'emissario artificiale del Rio Vicano.
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