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Cevita Castellana: Necropoli etrusche
Provincia di Viterbo
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Cratere: esempio di cratere corinzio con figure
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La Necropoli di Penna
Le tombe più antiche di questa necropoli sono concentrate principalmente nel settore settentrionale all'insediamento.
I reperti e i materiali dei corredi funerari, ad oggi rinvenuti, non sono sufficienti per una tesi definitiva sullo sviluppo della necropoli.
I dati a disposizione, comunque, indicano una concentrazione delle tombe a camera più antiche (di età orientalizzante ed arcaica) nello stesso settore e, solo successivamnte, un'occupazione del costone digradante a sud-est; mentre per le tombe più recenti, che giungono fino al III sec. a.C., raggiungono la gola solcata dal Rio Filetto.
La Necropoli di Valsiarosa prende il nome dalla piccola chiesa della Madonna delle Rose e si estende a ridosso del fossato artificiale che proteggeva le mura del Forte Sangallo.
La necropoli è stata quasi totalmente cancellata dall'espansione urbanistica di Civita Castellana. Sottoposta ad una forte campagna di scavi, tra il 1886 e il 1889, ha restituito alcune tombe a fossa, ma soprattutto tombe a camera, di età orientalizzante, che coprono il lungo arco di tempo fino alla conquista romana.
Gli scavi portarono all'individuzione di un'ampia via funeraria, sulla quale si aprivano alcune tombe a camera con loculi di età ellenistica.
Di poco più rececenti i due sepolcreti di Colonnete e di Celle, formati esclusivamente da tombe a camera rinvenute durante gli scavi tra il 1888-1890. Sono dislocati a nord della città, lungo il corso del Rio Purgatorio.
Altri nuclei di necropoli con tombe a camera sono stati riconosciuti ad ovest (Ponte Lepre) e a nord-ovest di Falerii (Terrano).
La necropoli di Terrano è forse l'unica conservata quasi integralmente e si estende sui costoni di uno stretto pianoro delimitato dal Rio Purgatorio e del Rio Maggiore.
I corredi rinvenuti in questi sepolcreti permettno di seguire un quadro culturale che si va sempre più precisando nel dettaglio.
La precoce apparizione di tombe a camera fin dall'inizio del VII sec. a.C. come nel caso di alcune tombe nella necropoli di Penna, appare uno dei segnali distintivi di una comunità in rapida ascesa che tende all'affermazione del proprio ruolo anche attraverso l'espressione monumentale dell'architettura funeraria.
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