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Carri da Guerra e Principi etruschi
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Mostra sui carri da guerra e sui principi Etruschi
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Allestita nel Palazzo dei Papi di Viterbo, la mostra ha messo a fuoco un tema di grande attualità: quello dei veicoli a ruote adottati come simbolo di potere presso gli Etruschi e gli altri popoli italici fra il 750 e il 440 a. C.
Il tema ha assunto infatti grande risalto negli ultimi due decenni, grazie al moltiplicarsi delle scoperte di tombe con deposizione del carro nella penisola italiana.
Carri e calessi facevano parte del corredo di numerose tombe etrusche risalenti al periodo di massimo splendore di quella civiltà, fra il VII e il VI secolo avanti Cristo.
Purtroppo dal sottosuolo è stato recuperato talmente poco della struttura lignea di quei veicoli, che la forma esatta e l'evoluzione tipologica sono rimaste fino ad oggi praticamente sconosciute.
Per oltre dieci anni Adriana Emiliozzi dell'Istituto per l'Archeologia etrusco- italica del CNR ha compiuto studi approfonditi sull'argomento ottenendo risultati straordinari.
La mostra riassumeva il risultato di una decina di anni di studi specialistici sull'argomento, approfondendo anche il significato del fenomeno in ambito socio-culturale nel presentare esemplari di carri materialmente ricostruiti, dei quali si analizzano nel dettaglio le norme funzionali.
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Veduta di una sala espositiva della Mostra
(Carri del VII sec a.C. rinvenuti a Populonia)
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Tra i numerosi reperti esposti nella mostra di Viterbo erano da ammirare gli splendidi resti metallici che rivestivano i lussuosi veicoli etruschi trovati nella tomba del carro di bronzo di Vulci (Viterbo), nel tumulo dei carri a Populonia (Grosseto), nella tomba dei bronzi a Castel San Mariano di Corciano (Perugia) oltre a un paio di esemplari di recentissima scoperta a Sirolo (Ancona) riferibili all'antica civiltà picena delle Marche.
Il percorso
Nell'ambito di un progetto pluriennale, che propone edizioni della mostra successive a quella viterbese, sono stati esposti sei carri provenienti da tombe principesche, etrusche e non da recentissime scoperte, come quella straordinariamente ricca di Sirolo (Ancona) ad altri già celebri, vecchi ritrovamenti sottoposti per l'occasione a radicale rilettura.
L'esposizione dei veicoli è stata affiancata da un esauriente apparato didattico, affidato anche al supporto multimediale dotato di programmi interattivi.
Il visitatore ha potuto avvicinarsi al cuore delle ricerche che stanno alla base della mostra: dall'interpretazione dei resti archeologici alla rilettura dei vecchi restauri e dalle analisi di laboratorio alla raccolta dai dati necessari alla comprensione dei procedimenti usati dalle antiche maestranze artigiane che fabbricavano carri.
Mostra promossa da:
Comune di Viterbo
Sezione Servizi Sociali e Cultura Regione Lazio
Assessorato alla Cultura
In collaborazione con:
Ministero Beni Culturali e Ambientali
Direzione Generale dei Monumenti
Musei e Gallerie Pontificie
Istituto per l'Archeologia Etrusco-Italica del C.N.R.
Organizzazione:
Tuscia Congressi
L'Erma di Bretschneider
Coordinamento scientifico:
Adriana Amiliozzi
Istituto per l'Archeologia Etrusco-Italica del C.N.R.
Per altre informazioni su Viterbo

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