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Panorama di Matera
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Matera è una città unica ed affascinante, sorge addossata ad una gravina in cui sono state scavate nella roccia profonde grotte che furono le antiche abitazioni. Questi si chiamano i Sassi di Matera, che hanno ispirato poeti e scrittori tra cui Carlo Levi nel suo romanzo Cristo si è fermato ad Eboli, e sono stati dichiarati dallUnesco patrimonio dellumanità. I Sassi si dividono in due parti: il Sasso barisano a nord e il Sasso Caveoso a sud, divisi luno dallaltro da uno sperone di roccia.
La città moderna prese posto più in alto ma, ovviamente, non conserva la stessa suggestione. Le origini di Matera risalgono allVII sec., quando alcuni monaci provenienti dalla Cappadocia per sfuggire alla persecuzione di Leone lIsarco, si rifugiarono nelle cavità rupestri naturali, ma già nel periodo neolitico esistevano insediamenti umani.
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Scorcio del paese
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Nei secoli ha seguito le stesse sorti di tutto il territorio, fui conquistata dai Saraceni nel 994 che saccheggiarano e distrussero labitato costringendo gli abitanti a fuggire. Con i Bizantini, in un periodo relativamente più tranquillo, i Sassi si ripopolarono. Negli anni '50, quando fu dato ordine di sfollare le grotte abitate, l'insediamento dei Sassi contava oltre 15.000 persone.
Da vedere il Castello Tramontano, fu eretto nel XV sec. e mai ultimato. Restano tre torri (di cui una alta e cilndrica). Il castello, restaurato, è sede di attività culturali.
Il Duomo del XIII sec., di architettura romanico-pugliese, più volte rifatto. Lungo 54 metri e largo 18, diviso in tre navate, ha una facciata che si compone di tre parti: la centrale, con un rosone, è la più elevata. Presenta bei portali sia nella facciata sia nei fiaschi. L'interno, trasformato in barocco nel '700, conserva opere d'arte (di artisti lucani), quali un presepio in pietra e un affresco bizantino della Madonna della Bruna.
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Affresco del XIII sec.
Chiesa di S. Lucia alle Malve
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La chiesa di S. Francesco, con pochi elementi del periodo della costruzione (sec. XIII): un'acquasantiera e la Madonna col Bambino in trono e otto Santi, polittico di Bartolomeo Vivarini. Notevole, nell'ex monastero di S. Chiara.
Museo Nazionale Domenico Ridola, conserva reperti dall'età del bronzo all'epoca romana, materiale della Basilicata e una raccolta etnografica sulla civiltà contadina. Vi sono anche ritratti di personaggi e documenti lucani.
Via S. Giovanni Vecchio, 60 - tel 0835/385248
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