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Regione Veneto - Italia
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Vicenza - Capoluogo di Provincia
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Limportanza della città viene confermata anche in epoche successive, con i longobardi diventa la sede di un ducato, ma venne distrutta nell899 dalle invasioni barbariche. Successivamente venne costruita la prima cerchia di mura che racchiuse il centro urbano, ma in seguito venne ugualmente assediata, occupata dai padovani, poi dai veronesi e successivamente, nel Xlll sec., da Ezzellino III da Romano detto Il Tiranno che riuscì ad impossessarsi di un vasto territorio e Vicenza divenne il centro della sua signoria. Alla morte di Ezzelino, avvenuta nel 1259, Padova estese il suo dominio su parte del teritoriovicentino fino all'arrivo degli Scaligeri (1311). Nel 1404, dopo un breve periodo visconteo, Vicenza entrò nella Serenissima Repubblica di San Marco e vi rimase sino a quando il generale Bonaparte concluse, nel 1797, la storia millenaria dello Stato veneto. Grazie al lungo periodo veneziano, durato oltre tre secoli, Vicenza visse il suo masimo splendore, arricchendosi di opere architettoniche maggiori centri artistici d'Italia. Nel 1866 si unisce all'Italia. Nulla è rimasto degli edifici romani; solo nella chiesa dei SS. Felice e Fortunato sono riapparsi alcuni tratti dei mosaici del IV sec., oltre a materiale di recupero. Il segno più evidente del passato splendore di Vicenza risiede nella straordinaria opera di Andrea Palladio. La fioritura palladiana dura più a lungo del suo artefice e alla fine del '700 la città conserva pressoché integre le opere di questa sua lunga estate. Nel 1994, Vicenza è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO in quanto i beni architettonici palladiani sono considerati d'interesse eccezionale e di valore universale, di grande influenza sulla cultura mondiale. Andrea di Pietro della Gondola detto il Palladio fu uno dei maggiori architetti italiani del Cinquecento italiano.
Partendo da P.zza Castello, che su un lato conserva l'incompiuto Palazzo Breganze, iniziato dallo Scamozzi su disegno del Palladio si incontra Palazzo Bonin attribuito al Palladio e realizzato dallo Scamozzi. Di fronte si trova il Palazzo Piovene. Proseguendo si incontrano Palazzo Loschi Zileri realizzato da Ottone Calderari nella seconda metà del '700, la chiesa di S. Filippo Neri rifatta verso il 1730, Palazzo Braschi ricostruito su forme originali del '400 dopo la guerra, e Palazzo Trissino dello Scamozzi, ora sede del Comune. S'incontra poi Palazzo Da Schio, chiamato pure la Ca' d'Oro, splendida costruzione quattrocentesca. Più avanti, la chiesa di S. Corona, grandiosa costruzione romanica, che conserva opere di Paolo Veronese e Giovanni Bellini. Poco più avanti, la Casa del Palladio, piccolo edificio con una bella facciata
C.so Palladio finisce nella P.zza Matteotti su cui si affaccia il Palazzo Chiericati, una delle più prestigiose opere del Palladio stesso, sede del Museo civico, con raccolte paleontologiche, oggetti d'arte e un'interessante pinacoteca. Dalla parte opposta della piazza si trova l'entrata del complesso di edifici che rinserrano il Teatro Olimpico, caratterizzato da una splendida scena fissa con vie che scendono verso la piazza centrale. Il Duomo, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli si presenta con una splendida facciata. All'interno conserva un'opera di Domenico Veneziano e l'altare maggiore scolpito da Giovanni da Pedemuro. Chiesa di S. Caterina, conserva alcuni dipinti di importanti artisti come il Celesti, Liberi, Carpioni e il Vecchia. Chiesa dell'Aracoeli, realizzata dal Guarini, e conserva dipinti del Liberi e statue del Marimali. Chiesa di S. Stefano, dove si trova un tabernacolo dipinto dal Tiepolo e un'opera di Palma il Vecchio. ITINERARI
Anconetta a 3 km dal centro, si incontra Villa Lampertico, nota per il gran numero di statue che ornano il parco e per la Ruota del Marimali, opera scultorea che rappresenta le quattro parti del mondo. Chiesa di S. Agostino, (a 4 km dal centro della città) edificata nel Vll sec. e rifatta nel '300; conserva affreschi del sec. XIV e un polittico di Battista da Vicenza. Villa Capra Valmarana, detta La Rotonda (a 4 km dal centro), celeberrima opera di Andrea Palladio, ultimata dallo Scamozzi, con quattro facciate uguali e un atrio grandioso sorretto da colonne. Statue di Marimali, Rubini e Albanese decorano le facciate. La serie di affreschi alle pareti è opera del Dorigny, mentre quelli della cupola sono di Alessandro Maganza. Goethe, vedendo questa villa, scrive che "mai l'arte architettonica aveva raggiunto un tal grado di magnificenza". Villa Valmarana ai Nani, altra costruzione assai nota per lo stupendo ciclo di affreschi di Giovanni Battista Tiepolo e del figlio Giandomenico. Caldogno (9 km), in cui si trovano due splendide ville: la prima, del Palladio, è Villa Caldogno bell'edificio di piccole dimensioni con un grandioso ciclo di affreschi. L'altra, sempre della famiglia Caldogno, ospita ora il Municipio.
Vivaro dove si trova Villa Da Porto Perazzolo già attribuita al Palladio. Quinto Vicentino (7 km),,vi sorge un'altra villa del Palladio eretta per i Di Thiene. È un edificio bellissimo, in mattoni, che un tempo si specchiava nelle acque del Tesina. Lisiera dove si trova Villa Valmarana, opera del Palladio, distrutta in parte durante l'ultima guerra e ricostruita secondo uno schema non del tutto corrispondente all'originale. |
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